Processo per l’orco che violentò tre minorenni

Si era costruito un falso profilo Whatsapp per irretire e soggiogare le ragazzine. Le obbligava a inviare foto. Avevano tutte tra gli 11 e i 13 anni

Andrà a processo l’orco di Codogno, comune in provincia di Lodi, che era stato accusato nel 2019 di violenza sessuale e corruzione nei confronti di tre ragazzine minorenni. Oltre ad avere prodotto materiale pedopornografico.

Processo per l'orco che adescava ragazzine

Il 50enne dovrà presentarsi a processo il prossimo 18 febbraio. L’uomo, arrestato lo scorso giugno, era risultato fino a quel momento incensurato, ed è stato scoperto in seguito a un’indagine condotta dai carabinieri coordinati dal pubblico ministero di Milano, Alessia Menegazzo. L’orco aveva creato un falso profilo Whatsapp dal nome Giulia, facendosi conoscere come un’amica sadica, attraverso il quale adescava ragazzine minorenni, nello specifico tre, che al momento del fatto avevano un’età compresa tra gli 11 e i 13 anni, per poi abusarne sessualmente. Era riuscito a soggiogarle, costringendole a mandargli foto e a compiere atti sessuali per purificarsi.

Da quanto emerso le violenze sono andate avanti per un lasso di tempo pari a tre anni, precisamente dal 2015 al 2018. Nel gennaio del 2019 una delle ragazzine aveva confessato a una professoressa quanto le era accaduto, mostrando anche le foto all’insegnante. Il procuratore aggiunto di Milano, Letizia Mannella, aveva definito l’intera vicenda “ agghiacciante, simile a un film dell'orrore”. L’uomo, ai tempi risultato disoccupato, era riuscito a creare delle complesse relazione con le ragazze attraverso messaggini continui. Giulia, l’amica cattiva e sadica creata dalla mente perversa dell’uomo, era spregiudicata e dominante, talmente forte da riuscire a sottomettere mentalmente le sue giovani vittime.

Era entrato in un gruppo whatsapp

Secondo quanto emerso durante le indagini l’orco era riuscito ad avere il numero di telefono di una minorenne e, grazie a quello, era poi riuscito a contattare anche le altre, entrando in un gruppo Whatsapp. Giulia a quel punto convinceva le ragazzine a donarsi sessualmente all’uomo e a mantenere il segreto, altrimenti avrebbe fatto del male ai loro genitori. Una volta che le giovani erano a casa sua, l’orco abusava di loro e le filmava. Inoltre chiedeva loro di fotografarsi con il telefono quando erano sole in casa e di inviargli le immagini. Tutto era venuto fuori quando per errore alcune foto molto spinte erano finite su Instagram ed erano state viste da alcuni compagni di classe delle vittime. Adesso per l'uomo comincerà il processo e dovrà presntarsi in aula il prossimo 18 febbraio, dove dovrà rispondere delle accuse pesanti che gli sono state mosse.

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