Rimini, bomba carta contro centro per migranti

Tanta paura per i richiedenti asilo ed i gestori del centro Centofiori, svegliati in piena notte dal boato causato dalla deflagrazione di una bomba carta. Pare che l’attacco sia solo l’ultimo di una lunga serie, ed ora gli inquirenti temono che dietro gli episodi possano esserci motivazioni di stampo razzista

Paura in un centro d’accoglienza per migranti di Spadarolo, una frazione di Rimini, preso d’assalto da ignoti che, negli ultimi giorni, hanno bersagliato la struttura con bombe carta e molotov.

L’ultimo attacco ai danni dell’ex scuola, ora sede della cooperativa Centofiori, si è verificato nella notte del 31 di ottobre, quando intorno alle due un ordigno artigianale è stato fatto esplodere contro la porta d’ingresso del centro.

Il boato causato dalla deflagrazione ha fatto svegliare tutti coloro che si trovavano all’interno dell’edificio, operatori ed ospiti. Stando alle notizie riportate, non ci sarebbero stati feriti, ma il portone nei pressi del quale è esplosa la bomba carta è rimasto danneggiato.

Sul posto si sono precipitati i carabinieri del comando provinciale di Rimini, allertati dai gestori della struttura, che hanno immediatamente dato avvio alle indagini. Al momento nessuno ha rivendicato il gesto ma, considerati i ripetuti attacchi subìti dal Centofiori, si escude che possa essersi trattato di un “mero” atto vandalico. Interrogati dai militari, operatori e richiedenti asilo dichiarano di non avere notato nulla di sospetto nelle ore precedenti al fatto. I responsabili del centro, nella fattispecie, affermano di non avere mai avuto alcun tipo di problema con i residenti nella zona.

Eppure, nemmeno due giorni prima dell’ultimo episodio, due molotov erano state lanciate, sempre di notte, contro la struttura d’accoglienza. In quel caso, i due ordigni ricolmi di benzina non avevano provocato conseguenze, solo per il fatto che gli stoppini si erano spenti prima di raggiungere il bersaglio. Nel 2017, inoltre, sull’ex scuola erano stati gettati ortaggi, rifiuti e bottiglie di vetro.

Sul caso stanno indagando i militari dell’Arma, che hanno ascoltato gli abitanti della struttura mentre i colleghi del reparto scientifico si occupavano di effettuare i rilievi.

Gli inquirenti temono possa trattarsi di un atto di stampo razzista volto ad intimidire i 15 ospiti del Centofiori, africani richiedenti asilo provenienti dal Mali, dalla Nigeria, dal Senegal e dal Gambia, ed il personale che si occupa di loro.

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Commenti

Giorgio5819

Sab, 03/11/2018 - 18:24

Ma va! Ma dai ! Addirittura bombe ?!! Sarà semplice percezione !!.....

killkoms

Sab, 03/11/2018 - 22:48

gesto deprecabile ma la gente ne ha le p()e piene!