"Ristoranti pronti a riaprire". Ma solo a certe condizioni

Miozzo apre uno spiraglio: "Dal 4 dicembre seminormalità". Ma avverte: "Un Natale tradizionale ce lo dobbiamo scordare"

Una speranza che i ristoranti possano riaprire dal 4 dicembre sembra esserci, secondo quanto sostenuto dal Comitato tecnico scientifico. Probabilmente però dovremo aspettarci un Natale a due velocità.

La situazione delle Regioni

Intanto, come riportato da Il Messaggero, il governatore della Puglia, Michele Emiliano, sembra aver messo le mani avanti, subodorando presto la zona rossa, chiedendo a Palazzo Chigi di inserire solo alcuni territori della regione nella fascia più alta, ovvero le province di Foggia e Bat, Barletta Andria e Trani. In Basilicata le terapie intensive continuano ad aumentare e anche questa regione rischia di balzare dalla zona arancione a quella rossa. Il governatore Giovanni Toti è sicuro che il quadro della sua regione stia migliorando, ma il rischio che anche questa passi di colore c’è. L’Agenzia nazionale della sanità ha avvertito che sono 17 le regioni attualmente vicine alla saturazione dei reparti di terapie intensive.

Quindi, anche se si stanno registrando meno contagi, la situazione globale è ancora rischiosa. Sicuramente non assisteremo a riaperture a livello nazionale. Per quanto riguarda la Lombardia, probabilmente dovrà restare nella zona rossa almeno fino a venerdì 27 novembre, ancora circa una settimana quindi. Da una parte è vero che il valore dell’RT continua a calare e che le strutture ospedaliere non sono al collasso, dall’altra però, nella regione si registrano sempre più o meno 8mila nuovi casi al giorno. Delle limitazioni probabilmente ci saranno anche sotto il periodo natalizio.

Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, intervenendo nella trasmissione condotta da Bruno Vespa, Porta a Porta, ha parlato di una riapertura dei ristoranti a livello nazionale, che potranno quindi ritornare a una seminormalità. Ha però tenuto a precisare che “un Natale tradizionale ce lo possiamo scordare”.

Allentare almeno a livello provinciale

Quello che vorrebbero adesso le Regioni è raggiungere un accordo con il governo che dia la possibilità di allentare le misure contenitive non su scala nazionale ma almeno provinciale. In Lombardia per esempio potrebbero riaprire solo alcuni territori come Bergamo, che in questa seconda ondata registra una situazione migliore rispetto ad altri. Non dovrebbero rischiare un cambio di colore il Veneto e il Lazio. Soprattutto il secondo sta registrando un Rt vicino a 1.

I nuovi casi stanno calando. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 34.282 positivi, con una flessione della percentuale degli contagiati sul numero di tamponi fatti. In terapia intensiva +58 ricoveri e ben 753 morti. “Senza sacrifici non si può piegare la curva” ha tenuto a ribadire il ministro della Salute Roberto Speranza. Che in parole povere vuol dire che si deve ancora essere prudenti e rinunciare a qualcosa. Difficile, se non impossibile, vedere qualche regione diventare verde.

Forse riapertura ristoranti dal 4 dicembre

Francesco Boccia, il ministro delle Regioni, ha sottolineato che “aprire tutto non è contemplato, serve cautela fino a quando non abbiamo la certezza che ne siamo fuori”. Anche il discorso della sottosegretari alla Salute, Sandra Zampa, non lascia molte speranze, ha infatti affermato: “Faremo di tutto perché il Natale sia reso più tradizionale possibile, ma è ovvio che non si potrà rivedere il film che abbiamo già visto durante l’estate”. Non sembrano invece voler perdere di vista il loro obiettivo i governatori delle Regioni che sperano il prossimo 3 dicembre in un nuovo Dpcm che allenti le misure contenitive.

Prima di Natale sarebbe auspicabile la riapertura di bar, ristoranti e negozi a livello nazionale. Il presidente Toti vorrebbe riuscire a passare di colore, arrivando al giallo: “Ci sono in giro troppi catastrofisti, qualcuno sembra quasi provare un sottile piacere nel pronosticare un Natale cupo, chiusi in casa e lontani dagli affetti più cari”. Fa eco anche il governatore Attilio Fontana della Lombardia che vorrebbe un Natale con una certa libertà. Opposta invece l’idea del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che si è detto timoroso per quanto riguarda il Natale. Ripensando all’estate scorsa, ha paura, agennaio o febbraio, di ritornare alla stessa situazione.

Agostino Miozzo, affrontando il tema del Natale ha spiegato: "Visto che il trend (epidemilogico) è positivo, ci sarà probabilmente la riapertura di alcuni spazi e luoghi di ristoro tradizionali e, in alcune parti del Paese, potrebbe accadere già dopo il 3 dicembre". Miozzo spera però di non assistere all'assalto ai magazzini dove ci sono offerte particolari. Questa prospettiva sarebbe devastante. Quello che si augura è invece uno shopping rigoroso, nel rispetto delle regole. Ha infine ribadito di essere cauti:"Anche io sono abituato a Natale a fare il cenone con 20 persone, ma quest'anno non si può. Si riaprirà qualcosa, in alcune aree già dal 3 dicembre. Ma non possiamo fare un Natale da liberi tutti, abbiamo fatto un'estate da liberi tutti e abbiamo avuto conseguenze durissime. Quindi anche per lo shopping speriamo di non vedere quelle scene di resse nei negozi per accaparrarsi offerte, non ce lo possiamo permettere".

Il tema dei 21 parametri

Ancora in piena discussione i 21 parametri su cui si basa la decisione del governo per inserire le regioni in una fascia o nell’altra. Questo il tema del vertice tra i ministri Speranza, Boccia, il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Brusaferro e i rappresentanti delle Regioni.

Questi ultimi vorrebbero maggiore discrezione da parte della politica nell’adottare le ordinanze di chiusura. Richiesta che però sembra voler respingere Palazzo Chigi: “Il sistema per parametri ci consente interventi mirati e di introdurre misure restrittive limitate nel tempo e ben dosate sull’effettivo livello di rischio dei territori” le parole del premier Conte. Non tutto però è perduto, dato che l’esecutivo non si opporrà, qualora i tecnici della cabina di regia dovessero accettare una modifica ai criteri utilizzati fino a questo momento.

Agostino Miozzo ha però tenuto a sottolineare che i 21 parametri risecono a dare un quadro preciso della situazione e sono importanti per avere indicazioni precise. "Io auspicherei che si facesse di tutto per mantenere lo standard elevato che abbiamo messo a punto in questi mesi, perché così abbiamo un'indicazione precisa dell'andamento della situazione. Domani c'è la cabina di regia che valuterà la situazione e si deciderà sui colori guardando i trend di alcune regioni" ha concluso il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, durante il suo intervento a SkyTg24 parlando dell'ipotesi delle Regioni di ridurre il numero di parametri.

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Commenti

manson

Gio, 19/11/2020 - 10:03

Giustamente nel paese dei balocchi si pensa a come riaprire i sollazzi ma non la scuola

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 19/11/2020 - 10:03

...La "nuova normalità",la "neo lingua"....che fetore di rane bollite!!!

Ora

Gio, 19/11/2020 - 10:12

Speriamo che sia così, ma il problema è aiutare tutte le partite IVA dando a fondo perduto il 75% di ciò che hanno dichiarato nel 730 del 2019.Se hanno pagato le tasse ( e dicono di si) bene se non le hanno pagate e hanno fatto i furbetti si arrangiano. Quasi il 90% delle tasse le pagano i pensionati e i lavoratori regolari tutto il resto è dentro nel 10% rimanente ,la guardia di finanza ci dice che ogni anno abbiamo 30 miliardi di IVA evasa e voglio ricordare che le partite iva pagano il 15% di tasse fino a 60000 euro-

flgio

Gio, 19/11/2020 - 10:36

x Ora. Si domandi per quel 90% ,che Lei evidenzia, da chi è stato pagato lo stipendio, le tasse e i contributi pensione. L'economia è circolare non quadrata.

ulio1974

Gio, 19/11/2020 - 10:38

concordo: "Ristoranti pronti a riaprire". Ma solo a certe condizioni: che siano meno cari e non facciano pagare il coperto.

stef1600

Gio, 19/11/2020 - 10:43

A mezzanotte e 10 minuti del primo giorno di riapertura torneremo a vedere i pub strapieni (e gli avventori senza mascherina in 4 attorno a tavolinetti perchè se stai mangiando si può) con tanto di fila di fuori (dalle 23.30 per non perdersi il posto a sedere) allegramente chiacchierante e sfumacchiante. Parliamoci chiaro, non siamo giapponesi, il che lo preferisco in generale, ma non in queste circostanze. Quindi entro i successivi 20 giorni avremo un sicuro aumento dei contagi. Detto ciò, io sono per rischiare e riaprire, ma bisognerebbe che la gente stesse attenta una buona volta. Ci credo poco.

cgf

Gio, 19/11/2020 - 10:49

OK, ma le condizioni delle sQuole? Sono sempre più quelle che chiudono aule o interamente, possibile che quando dovrebbero essere "loro" ad eseguire certe condizioni, non facciano nulla? pardon, proprio nulla no, danno la colpa ad altri

jaguar

Gio, 19/11/2020 - 11:19

Ristoranti pronti a riaprire per le festività per poi richiudere ai primi di gennaio.

pushlooop

Gio, 19/11/2020 - 11:29

Visto che il problema non è il tasso di mortalità (bassissimo) ma la saturazione delle terapie intensive e sub-intensive, basterebbe utilizzare le risorse sperperate nella Caccia al Positivo per ampliare le strutture già esistenti o crearne di nuove (un nuovo ospedale costa circa 20 milioni). Ricordiamo che il nostro paese, con 62milioni di abitanti, possiede solo 5-6000 posti di terapia intensiva, mentre la Germania ne ha DIECI VOLTE TANTO.

Ritratto di tomari

tomari

Gio, 19/11/2020 - 11:42

Tutti i locali possono aprire, a condizione che rimangano chiusi!

mcm3

Gio, 19/11/2020 - 11:53

Riaprire sarebbe da pazzi, si rischierebbe un ecatombe, continuiamo ad avere piu' di 500 morti al giorno e piu' di 30,000 casi giornalieri, ospedali al colassoe e c'e'ancora chi pensa alla riapertura per Natale, l'estae pasata sarebe niente rispetto a quanto otrebbe succedere ora, ricordamoci bene che, memtre in estate si sono tutti ammalati andando al mare, ristoranti e locali all'aperto, ora siamo in Inverno e tutto si svolgerebbe al chiuso, sarebbe una follia, un errore imperdonabile che ci metterebbe veramente in ginocchio

Indifferente

Gio, 19/11/2020 - 12:16

Aspettiamo di vedere quali astrusi e costosi adempimenti prevederanno per gli esercizi autorizzati ad aprire e vedremo che molti resteranno chiusi! Li hanno già imbrogliati una volta.. Proporrei una bella strenna natalizia di 500 euro a cittadino..30miliardi di ulteriore debito, ma almeno finiti nelle nostre tasche..una volta tanto.. ps (per sinistrati): sto scherzando; si tratta di ironia, satira, sberleffo nei cfr. dei vostri lider maximi

Ritratto di anticalcio

anticalcio

Gio, 19/11/2020 - 12:24

altri investimenti per i ristoratori....pere poi richiudere l'attivita'...al governo ragionano come se fosse una aziend a statale...tanto ..

cir

Gio, 19/11/2020 - 12:30

flgio Gio, 19/11/2020 - 10:36 : lo stipendio di quel 90% e' stap creato e guadagnato da quel 90% che lavora per pagare il 10% ad altri..

cir

Gio, 19/11/2020 - 12:32

ulio1974 Gio, 19/11/2020 - 10:38 ...non illuderti...siamo italiani.gli unici che hanno inventato il coperto anche sulla pizza..

stefano.f

Gio, 19/11/2020 - 13:37

Devono tenere chiuso tutto fino a ottobre 2021. Anche perchè a questo modo non è possibile in nessun modo lavorare.Impossibile! Apri-chiudi-apri a metà-chiudi a metà- Impossibile!

MaDaiCheLoSai

Gio, 19/11/2020 - 13:38

Riaprire, oppure dare il necessario ai gestori su quanto hanno perduto, cosa che accade nei paesi europei. Inoltre prima e dopo anche in Italia dovreste attenervi a regole basilari già applicate oltralpe dal mese di maggio, giugno con la riapertura dei locali pubblici. In cosa consistono ? Niente di geniale ma solo tutto logicamente pensato, la distanza tra i posti a sedere, tutto qui, perché se in Italia vado al caffè o al ristorante e mi trovo spalla a spalla con altri clienti a cosa servono le regole applicate in maniera totalemente erronea ? A nulla !!! Ho saputo che invece di dimezzare i posti a sedere anche nelle terrazze, avendo ricevuto dai comuni maggior spazio, alcuni gestori hanno approfittato e quindi riempito gli stessi di nuovi tavoli. Quindi si cerchi di utilizzare saggiamente queste regole piuttosto di estremizzare come al solito ed inoltre litigando. Auguri a tutti !

stefano.f

Gio, 19/11/2020 - 13:39

Per Natale per chi ha tempo e può ci sono delle offerte uniche mai viste, per buttare un occhio in giro per il mondo.Dal Messico alla Turchia per dirne 2 ...

Ora

Gio, 19/11/2020 - 13:58

x flgio: Quello che dice è vero gli imprenditori onesti hanno pagato le tasse e i contributi previdenziali ai lavoratori che poi sono andati in pensione ma sembra che lei dimentichi che questi hanno anche lavorato e magari arricchito l'azienda naturalmente al netto dei lavativi. Io ho lavorato 42 anni e dieci mesi e ora sono in pensione, il mio parrucchiere a me non ha mai fatto la ricevuta fiscale in 40 anni che mi taglia i capelli tra l'altro con il negozio di sua proprietà. I numeri che ho descritto nel mio post non sono inventati poi faccia pure le sue valutazioni e si informi su quanti miliardi sono stati dati alle imprese negli ultimi 25 anni poi ne riparliam0, io rimango convinto che bisogna dare a fondo perduto il 75% del 730/2019 a chi è stato danneggiato dalla pandemia e non sono certo che al mio parrucchiere e a tanti altri vada tanto bene.

cir

Gio, 19/11/2020 - 14:59

Ora Gio, 19/11/2020 - 13:58 : il 75% dell imponibile del 730/2019 diviso 12 mesi e moltiplicato per i soli mesi di chiusura effettiva.Ma solo fino ad un certo reddito..altrimenti un canavacciolo qualsiasi ed uno come cracco posciugano da soli la somma messa a disposizione.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 19/11/2020 - 15:22

In pratica è inutile che apran.