In Rai si apre la partita dei direttori: come cambiano con Draghi

A luglio scade il cda di viale Mazzini e con l'arrivo del premier Draghi si annunciano cambiamenti ai vertici delle tre reti Rai. Spuntano i nomi di Nardello, Orfeo, Gruber o Di Bella

In Rai si apre la partita dei direttori: come cambiano con Draghi

C'è aria di cambiamento a viale Mazzini e Saxa Rubra. L'arrivo del premier Mario Draghi alla guida del nuovo esecutivo porterà con sé una rivoluzione anche in Rai. Il cda è in scadenza il prossimo luglio e a partire da aprile il presidente del Consiglio dovrà fare le prime nomine. Sul piatto ci sono i posti da direttore delle tre reti, mentre Fabrizio Salini potrebbe essere riconfermato come amministratore delegato.

Il toto nomi è già vivace nei corridoi della Rai e la partita si gioca sugli equilibri tra maggioranza e opposizione. Come riporta il Messaggero, una delle poltrone più scottanti è quella del Tg1 - attualmente occupata da Carboni, che potrebbe approdare alla guida di Rai3 - e in nomi in lizza sono molti: da Mario Orfeo al corrispondete americano Antonio Di Bella e Ferruccio De Bortoli (uno dei pochi esterni) fino al duo tutto rosa formato da Monica Maggioni (che sarebbe la carta a sorpresa di Mario Draghi) e Lilli Gruber, pronta a rientrare in Rai dopo l'esperienza a La7. La partita però è tutta da giocare visto che il direttore del tg della rete ammiraglia di viale Mazzini è in scadenza a ottobre. Quello che è chiaro è che Lega, Pd e Movimento 5 Stelle si contenderanno la maggior parte delle nuove nomine. Fratelli d'Italia potrebbe invece rivendicare il Tg2 con la riconferma di Gennaro Sangiuliano, attuale direttore.

Il nodo cruciale della rivoluzione in Rai è rappresentato però dal nome dell'amministratore delegato, oggi ricoperto da Fabrizio Salini. Secondo i più, Draghi è alla ricerca di un "uomo dei conti", un manager esterno, che sia attento ai costi della gestione Rai e che riporti la "competenza" nella linea editoriale e non. Al momento i nomi più forti, fatti da Tpi, sono quelli di Flavio Cattaneo (che sarebbe un ritorno a viale Mazzini) e Andrea Scrosati (già a capo di Sky Italia ora a Freemantle). Gli indizi porterebbero anche verso Carlo Nardello, già volto Rai per oltre un decennio e profondo conoscitore di bilanci e numeri di viale Mazzini. L'ipotesi Nardello non esclude però una proroga a Salini, che a viale Mazzini aveva già portato avanti la linea dura dei tagli finanziari. L'attuale assetto garantirebbe alla Lega di mantenere Marcello Foa alla presidenza di garanzia e ai grillini di poter contare ancora su Salini. Il Pd è pronto a dare battaglia e a sgomitare per portare avanti i suoi nomi.