"Vai dallo zio". I pm: "E lui ha ucciso Saman"

Il fratello sedicenne di Saman Abbas avrebbe dichiarato agli inquirenti che la 18enne pakistana sarebbe stata uccisa dallo zio

"Vai dallo zio". I pm: "E lui ha ucciso Saman"

C'è un nuovo, agghiacciante capitolo sulla presunta scomparsa di Saman Abbas, la 18enne pakistana residente a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, di cui non si hanno più notizie dallo scorso aprile. Le dichiarazioni rese dal fratello minore della ragazza alla pm Laura Galli rafforzano l'ipotesi di omicidio e occultamento di cadavere. Ma c'è di più. Stando a quanto riferisce il Corriere della Sera, la giovane sarebbe stata consegnata dai genitori allo zio paterno, verosimilmente l'esecutore materiale del delitto.

"Uccisa dallo zio"

"Vai dallo zio", le avrebbero detto i genitori, Shabbar Abbas, 46 anni, e Nazia Shasheen di 43. Ignara che da quel viottolo sterrato di Novellara non avrebbe mai più fatto ritorno, Saman ha obbedito agli ordini. Dunque, si sarebbe avviata lungo la strada provinciale che corre verso Guastalla per andare incontro alla morte. Lo zio 33enne, Danish Hasnain, l'attendeva al fondo del sentiero: l'avrebbe uccisa e poi sotterrata in qualche luogo nascosto. Forse, gettata in una porcilaia o giù da un pozzo.

Uno scenario a dir poco inquietante quello che emerge dalle carte dell'inchiesta relativa alla scomparsa della 18enne pakistana. A supporto della nuova ricostruzione ci sarebbe un altro video - oltre a quello già trasmesso alla Procura di Reggio - in cui si vedrebbo i genitori di Saman allontanarsi dall'appartamento di Novellara assieme alla loro primogenita. Pochi minuti più tardi, la coppia avrebbe rincasato senza la figlia. "È in quel breve lasso di tempo - ipotizzano gli inquirenti - che Saman sarebbe stata uccisa dallo zio". Le altre tre persone coinvolte nei fatti si sarebbero premurate di scavare la fossa dove avrebbero seppellito il cadavere della ragazza.

"Aveva litigato con mamma e papà"

A supporto della nuova ricostruzione ci sarebbe la testimonianza del fratello minore di Saman, anch'egli affidato a una struttura protetta per Minori del Reggiano. Ascoltato dagli investigatori, il ragazzino avrebbe confermato le ipotesi degli inquirenti sostenendo che, la sera della presunta scomparsa, la 18enne avrebbe discusso animatamente con i genitori per via del matrimonio combinato col cugino pakistano. Un'opposizione che, stando ai recenti sviluppi dell'inchiesta, la giovane avrebbe pagato a caro a prezzo. Lo confermano le carte: "Nella notte tra il 30 aprile il 1°maggio ci sarebbe stata una lite coi genitori. Questo perché la ragazza si rifiutava di sposare il cugino in Pakistan e padre e madre volevano impedire l’allontanamento", come aveva già fatto nell’estate 2020, quando aveva raggiunto il Belgio.

Lo zio Danish — difeso dall’avvocato Lalla Gherpelli - sarebbe "l’esecutore materiale" del delitto commesso in concorso "materiale e morale" con Nazia e Shabbar Abbas, il quale, intervistato dal Resto del Carlino sabato, aveva detto che "la figlia sta in Belgio" e che lui, nel rientrare in Italia "il 10 giugno", avrebbe "chiarito tutto con i carabinieri". Ma così non è stato. Ora, non resta altro che trovare il cadavere di Saman: una ragazzina musulmana col sogno proibito della libertà.

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