La serrata delle scuole. Ecco dove chiuderanno

Secondo il Comitato tecnico scientifico la chiusura dovrà scattare oltre i 250 casi per 100mila abitanti. In zone arancioni decideranno i governatori

La serrata delle scuole. Ecco dove chiuderanno

Il Comitato tecnico scientifico sembra ormai aver deciso: le scuole verranno chiuse in tutte le zone rosse o ad alto rischio con più di 205 casi per 100mila abitanti. Questa la decisione del Cts presa questa mattina in riunione.

Dove saranno chiuse le scuole

Oltre questa soglia scatteranno i lucchetti. In questo modo sarebbero 4 al momento a dover lasciare a casa gli studenti, ovvero Basilicata, Molise, Bolzano e Trento. Per le Regioni in zona arancione spetterà invece ai governatori decidere sul da farsi, scegliendo o meno di chiudere le scuole ed eventualmente ricorrere alla didattica a distanza. In zona gialla il problema non si pone, le scuole saranno aperte e seguiranno le normative contenute nell’ultimo Dpcm.

Il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, durante 'Talk 24' su Teleromagna ha fatto sapere che la sua Regione è pronta “a prendere tutte le decisioni che servono, senza allarmismi, ma in ragione di una valutazione che deve essere fatta per proteggere i cittadini, le famiglie e i lavoratori". Commentando un eventuale aumento di contagi, il presidente in visita a Scandiano, nel Reggiano, ha tenuto a ribadire che è pronto a firmare ordinanze restrittive come già fatto per Bologna e la Città metropolitana. Come spiegato da Bonaccini, la terza ondata sta vedendo le varianti del virus, e in particolare quella inglese, colpire soprattutto i soggetti più giovani e la diffusione risulta quindi più veloce. Una volta tornati a casa possono infatti infettare i familiari anche particolarmente fragili. Il governatore ha inoltre ricordato che negli ultimi giorni a Bologna due bambini sono stati ricoverati in ospedale.

De Luca ha firmato l'ordinanza

Non intende invece aspettare oltre il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che ha subito firmato una ordinanza per sospendere l’attività didattica in presenza dei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, oltre che nelle università. Scuole chiuse quindi da lunedì prossimo 1 marzo, fino a domenica 14 marzo. La misura era già stata annunciata nella giornata di ieri durante una diretta sulla pagina Facebook. In ogni caso, l’ordinanza di De Luca prevede lo svolgimento in presenza delle attività destinate agli alunni con bisogni educativi speciali o con disabilità "previa valutazione, da parte dell'Istituto scolastico, delle specifiche condizioni di contesto e in ogni caso garantendo il collegamento online con gli alunni della classe che sono in didattica a distanza". Nel documento il presidente della Regione Campania ha anche raccomandato ai cittadini di evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo familiare che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile.

Contrari con al decisione presa da De Luca i consiglieri regionali campani del gruppo della Lega, Gianpiero Zinzi, Severino Nappi e Attilio Pierro. "Siamo profondamente convinti che la salute vada tutelata sempre, ma è evidente che il virus non abbia colpito tutti i territori della nostra regione allo stesso modo. In molte aree interne delle province ci sono tantissimi comuni dove, a dire di molto amministratori, per basso numero della popolazione e per naturale distanziamento geografico dai grossi centri abitativi, non si paventato particolari allarmismi dovuti al Covid. Chiediamo dunque al presidente De Luca di condividere i dati del Cts per meglio comprendere la reale situazione e di prendere in considerazione la nostra proposta, lasciando magari ai sindaci, in base agli indici di contagio, il potere di scelta riguardo alle chiusure. Sarebbe questa, a nostro avviso, una strada percorribile che aumenterebbe il senso di responsabilità nella popolazione a tutela della salute e dei diritti di tutti i cittadini della Campania", hanno spiegato i consiglieri regionali leghisti.

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