MA SIA FATTA LA VOLONTÀ DI JOSEPH

Premesso che gra­zie a Dio sono agnostico vorrei ricordare a chi cri­tica il Papa per essersi di­messo che è più facile en­trare elegantemente in sce­na che non uscirvi

Premesso che gra­zie a Dio sono agnostico (cioè ateo in attesa di non esserlo), e quindi par­lo senza la pretesa di inter­pretare sentimenti religio­si, vorrei ricordare a chi cri­tica il Papa per essersi di­messo che è più facile en­trare elegantemente in sce­na che non uscirvi. Ratzin­ger ne è stato capace e non ho ragione di dubitare del­la sua sincerità assoluta nel motivare la scelta di an­darsene. Anzitutto l’età:86 anni ad aprile. Poi un calo fisiologico di energia, una generica stanchezza, infi­ne qualche malanno tipico di chi abbia tanto e intensa­mente vissuto. Si dice che un Pontefice lo è per sempre, e la tradi­zione dimostrerebbe che ciò è vero. Tuttavia, biso­gna considerare due fatti: non sono molti nella storia plurimillenaria della Chie­sa coloro che sono scesi dal soglio pontificio con le pro­prie gambe, come non so­no molti i capi della cristia­nità che hanno superato in buona salute gli anni di Be­nedetto XVI. Nella cui deci­sione prevalgono dunque un alto senso di responsa­bilità e la consapevolezza che, quando vengono me­no le forze necessarie per sopportare certi carichi di lavoro, conviene non insi­stere: conviene lasciare il ti­mone a chi abbia più pre­stanza. La rinuncia al potere, incluso quello attribui­to al Papa, richiede molto coraggio e lucidità: Ratzinger ha dimostrato di avere l’una e l’altra cosa;occorre dar­gliene atto con l’aggiunta di un elo­gio. Quanti si sarebbero comportati come lui, badando esclusivamente all’interesse della Chiesa a costo di suscitare sospetti sulle reali intenzio­ni dell’abbandono? In effetti, qualcu­no ha storto il naso e insinuato che Be­nedetto XVI abbia ceduto sotto il pe­so, per lui insostenibile, di polemi­che fra alti prelati all’interno del Vati­cano.

In mancanza di informazioni diret­te, e nell’incapacità di pensare male a prescindere da riscontri, non cre­do, non voglio credere alle malelin­gue, e mi limito a segnalare con am­mirazione il gesto nobile del Pontefi­ce, talmente nobile da consentire a un uomo più giovane e vigoroso di prendere in mano le sorti della Chie­sa. Un fedele direbbe: sia fatta la vo­lontà di Dio. Per il momento mi basti dire: sia fatta la volontà di Joseph.