"È stata una vera mattanza". Lo sfogo dei carabinieri a Piacenza

Cinque i carabinieri feriti negli scontri di sabato a Piacenza. Spunta un nuovo video: "Non si fa così: eravamo 10 contro 400"

"È stata una vera mattanza". Lo sfogo dei carabinieri a Piacenza

Delusione. Rabbia. Forse amarezza. Difficile dire quale di questi sentimenti scorreva nelle vene di quegli otto carabinieri appena sfuggiti all'assalto degli antagonisti a Piacenza. Pochi minuti prima un loro collega, Luca Belvedere, era caduto a terra ed era stato ricoperto di calci e pugni, circondato da una massa di manifestanti inferociti e armati di bastoni.

La forza d'urto dei circa 200 attivisti aveva costretto i militari ad una ritirata. In ambienti dell'Arma già si criticano i dirigenti responsabili dell'ordine pubblico che non sarebbero stati in grado di gestire una situazione esplosiva. Troppi pochi i carabinieri rimasti in quel vicolo a fronteggiare i facinorosi, in evidente superiorità numerica. Troppo caotica la ritirata che è costata la frattura di una spalla a Luca.

"Hai preso pietre tu?", commentano tra loro gli uomini dell'Arma senza sapere di essere di fronte ad una telecamera. I toni sono polemici, inutile nasconderlo. "Io ne ho presa una al piede", ribatte un commilitone. "Non si fa così, dieci uomini contro 400. È una mattanza questa. Ma vaffanculo". Chiaro. Dalle telecamere dei giornalisti presenti sul posto si vede distintamente quanto successo. Gli antagonisti sono compatti. Sferrano colpi di bastone ai pochi carabinieri che li fronteggiano e che iniziano ad indietreggiare. Poi sembra arrivare un ordine di ritirata, non è ben chiaro da chi. A quel punto tutti i militari si voltano di spalle e iniziano a correre per recuperare le posizioni qualche metro più indietro. Sui sampietrini Belvedere inciampa e viene fagocitato dai manifestanti. Prima che i colleghi se ne accorgano, passano lunghi secondi di follia. I primi due a capire che uno dei loro è rimasto indietro chiamano poi a raccolta gli altri agenti, ma nel frattempo la vittima è riuscita a venir fuori dal linciaggio.

Dopo 30 anni di servizio, di stanza a Bologna con il Quinto battaglione "Emilia Romagna", oggi Belvedere riceverà la vista del ministro dell'Interno Marco Minniti. Ieri sono arrivate le telefonate del comandante dei carabinieri, Giovanni Nistri, e del capo della polizia, Franco Gabrielli. Soccorso prima all'ospedale di Piacenza e poi a quello di Bologna, le sue condizioni sono in miglioramento anche se dovrà essere operato alla spalla.

Le ferite, però, restano. Così come le polemiche. Che sabato pomeriggio a Piacenza qualcosa non abbia funzionato nel dispositivo di sicurezza, sembra evidente. Restano da capire le responsabilità e il motivo per cui una decina di carabinieri sono rimasti isolati contro un così alto numero di collettivi. Alla fine cinque militari sono dovuti ricorrere alle cure mediche.

Gli uffici dell'Arma, intanto, stanno proseguendo con l'analisi dei filmati degli scontri per

identificare i facinorosi e i cinque responsabili del linciaggio di Belvedere. Due di loro sarebbero già stati scovati: un ragazzo di Lodi e un altro di Modena. Si attendono però verifiche più dettagliate.

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