"Morivano uno dopo l'altro". Cosa è successo in vetta

Tamara Lunger, alpinista altoatesina, ha raccontato la terribile vicenda vissuta mentre cercava di scalare il K2: "Ho visto i miei compagni morire uno dopo l'altro"

"Morivano uno dopo l'altro". Cosa è successo in vetta

Tamara Lunger era partita con il sogno di diventare la prima donna a conquistare il K2 in invernale. Ma la seconda vetta più alta del mondo, con i suoi 8611 metri, ha deciso di non sorridere a lei e ai suoi compagni di spedizione, tramutandosi in tragedia. Come si legge su Il Corriere della Sera, la vetta viene conquistata il 16 gennaio da 10 alpinisti nepalesi, ma nelle stesse ore il basco Sergi Mingote, compagno di spedizione di Tamara, perde la vita.

“Era a 40 metri”, ricorda Tamara in una toccante intervista per L’Avvenire, "ma ero terrorizzata dalla prospettiva di vederlo martoriato. Non ho potuto fare altro che parlargli per circa un’ora, accompagnarlo nella maniera più dolce possibile alla sua fine”. Nonostante le condizioni estreme, Tamara non getta la spugna e si fa convincere dal cileno Juan Pablo Mohr a proseguire la spedizione in onore di Sergi. “Mi ha convinto Juan Pablo Mohr" , racconta ancora la Lunger, “un cileno che fino al giorno prima era compagno di cordata di Sergi”. Cosi, nonostante alcuni compagni di cordata si fossero ritirati, Tamara continua con gli altri a sfidare il rigido inverno del K2. Ma la montagna non perdona e uno dopo l’altro, si prende tutti gli alpinisti. Prima il bulgaro Atanas Skatov, poi si perdono le tracce dell’islandese John Snorri, del pakistano Alì Sadpara e, per una crudele ironia dalla sorte, anche del cileno che l’aveva convinta a non mollare.

Tamara, ora al sicuro a casa in Alto Adige, ha affidato il dolore per la perdita dei compagni e per aver abbandonato la sua più grande sfida, ai social. "Questa spedizione per me è stata la più brutale che ho vissuto. Un’esperienza che ho cominciato come un sogno e che è finita in un incubo che mi rincorrerà per tanto tempo”, si legge in un post su Facebook. Nonostante il dispiacere per aver rinunciato al suo sogno, Tamara non si perde d’animo e ora, grata per essere sopravvissuta, pensa già a rimettersi in forma per una nuova avventura. “Arrivata a casa!”, scrive la 34enne altoatesina, sfuggita alla furia del K2, “Sto capendo sempre di più quanto importante è la natura e sono i miei affetti per guarire e nel percorso, trovare un po’ di pace! Non passa ora senza che i miei pensieri vadano a tutto quanto di tragico ho vissuto, ma voglio ritornare forte e in forma e adesso ho un po’ di tempo da dedicare a questo visto che sono in quarantena!!! Voglio ringraziare tutti i miei sponsor per essermi stati così vicini e anche tutti voi miei amici qui. Vi auguro una buona settimana".

Arrivata a casa! Sto capendo sempre di più quanto importante è la natura e sono i miei affetti per guarire e nel...

Pubblicato da Tamara Lunger su Martedì 23 febbraio 2021
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