Il giallo sul medico che ha vaccinato Scanzi

Neppure "Non è l'Arena" è riuscita a reperire il dottor Romizi, pubblicamente ringraziato proprio dal giornalista

Il giallo sul medico che ha vaccinato Scanzi

Secondo Andrea Scanzi non ci sarebbe niente di esecrabile nella vaccinazione da lui ricevuta, anzi, come da lui dichiarato, gli italiani dovrebbero ringraziarlo per quanto fatto: ciò nonostante, al momento risulta impossibile estendere tali "ringraziamenti" anche al medico che ha reso possibile tutto questo.

Ci ha provato, invano, anche Massimo Giletti, ma non risulta possibile davvero in nessun modo celebrare le gesta del dottor Romizi, che ha contribuito a renderci un po' tutti debitori nei confronti del giornalista."Larga parte degli italiani avrebbe dovuto ringraziarmi perché mi sono vaccinato in un momento storico in cui nessuno avrebbe voluto fare il vaccino AstraZeneca. Io ho accettato proprio perché volevo dare un segnale agli italiani", aveva infatti dichiarato Scanzi dopo il polverone sollevato dalla vicenda.

Oltre ad aver difeso quanto fatto, tra l'altro, il giornalista aveva giocato la carta "caregiver" per giustificare la liceità dell'inoculazione del siero AstraZeneca. "Mi sono messo in lista perché ne avevo diritto come caregiver che assiste i suoi genitori anziani e fragili", si era poi giustificato Scanzi. Per fortuna, tuttavia, nessuno dei suoi genitori si trova in condizioni tali da richiedere la costante assistenza di un caregiver da premiare con la somministrazione del vaccino anti-Covid. Luciano, alias Orso Grigio, classe '52, è anche solito cavalcare la sua moto Guzzi, un mezzo che ama alla follìa. Lo stesso "Orso Grigio" che sui social si è scagliato senza giri di parole contro i "furbetti" del vaccino, in primis il governatore della regione Campania.

"Qui siamo invasi dai De Luca e da tutti gli altri variopinti furbetti se è vero che un terzo delle vaccinazioni sono toccate a gentaglia che non ne aveva diritto ma che è riuscita a imbucarsi al posto di quelli che ce l’avrebbero avuto", commentava infatti Luciano Scanzi dal suo blog."Ma non mi risulta che nei loro confronti siano stati presi provvedimenti di qualche tipo. Eppure è stato un abuso, per la mia legge un reato, che forse è costato, o costerà, la vita a qualcun altro". Nessuna parola, tuttavia, sulla vicenda del figlio, che aveva anche ringraziato pubblicamente il suo medico per la vaccinazione.

Ecco perché "Non è l'Arena" si è dedicata alla ricerca del dottor Romizi. Inutili gli sforzi dell'inviata Francesca Carrarini: impossibile riuscire in alcun modo a reperirlo nè in studio nè tantomeno a casa per ottenere una sua dichiarazione in merito alla vicenda.

La procura delle Repubblica di Arezzo ha aperto un fascicolo conoscitivo per indagare sulla vaccinazione di Scanzi, che in tv aveva così dichiarato: "Ho scritto al mio medico il 26 febbraio dicendogli che sapevo che non rientro in nessuna categoria. Se cambiassero le regole e nel pieno rispetto delle regole e per evitare che la dose venisse buttate via ho chiesto se potessero chiamarmi. Lui mi chiama il 3 marzo e mi dice al telefono: 'Andrea, l’Asl ha detto che ha scoperto che molte dosi vengono buttate via'. Io gli ho risposto di procedere se tutto fosse stato lecito". Sulla liceità della vaccinazione, avvenuta lo scorso 19 marzo, indagano ora gli inquirenti. Magari da loro il dottor Romizi si farà trovare.

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