La parabola umana e imprenditoriale di Angelo Stoppani, per tutti “il signor Angelo”, che ha fatto la storia di Peck, la più importante gastronomia di Milano, è al centro del volume “Un Angelo in bellavista”, nel quale Paolo Marchi - giornalista enogastronomico e fondatore di Identità Golose – ricostruisce la storia di un uomo e di una famiglia capaci di trasformare un’idea in un marchio iconico della gastronomia italiana. Un racconto che rientra nei progetti
speciali della casa editrice di Rrose Sélavy e che è in vendita nelle migliori librerie e sullo shop online della casa editrice dallo scorso 27 novembre (130 pagine, euro 19,50).
Il percorso parte da lontano: dalle campagne bresciane, dove Stoppani muove i primi passi, fino all’approdo milanese, quando l’intuizione commerciale diventa progetto e poi impresa. I primi punti vendita aperti in città rappresentano l’inizio di una costruzione che, nel tempo, convergerà in un’unica realtà: Peck. Dal 1970 al 2013, anno della cessione del brand al gruppo Marzotto, la famiglia Stoppani accompagnerà l’espansione del marchio con una dedizione totale.

Il libro è introdotto proprio da Carlo Cracco, che ricorda di Stoppani, morto nel 2024, “la grande, rara visione del suo mondo”: non si trattava solo di offrire il meglio dei prodotti, scrive, ma di costruire un sistema in grado di garantire “il miglior servizio immaginabile”. In chiusura arriva la postfazione di Leone Marzotto, che mette a fuoco la complessità della figura di Angelo, sintesi di sapere, saper fare, saper comunicare e saper gestire: i motori di una passione che ha reso Peck un luogo di devozione per milanesi, italiani e non solo.
Tra fotografie, documenti d’epoca e ricette diventate nel tempo oggetti di culto, “Un Angelo in bellavista” offre non soltanto la cronaca di una vita costruita su disciplina, intuizioni e molto lavoro (“Tutti riconoscevano in Angelo il leader”, ricorda Marchi), ma anche uno spaccato dell’Italia che ha saputo crescere con tenacia, fino a vedere Stoppani insignito nel 2003 del titolo di Cavaliere del Lavoro dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Una storia che diventa, quasi naturalmente, un esempio di ambizione gentile e pragmatismo visionario.
Con questo volume, Rrose Sélavy prosegue la sua linea editoriale dedicata ai Progetti Speciali, indagando biografie, memorie, linguaggi e immaginari capaci di aggiungere strati inattesi al proprio catalogo. Marchi, classe 1955, milanese da sempre, accompagna la narrazione con la sua consueta lucidità. Fondatore nel 2004 di Identità Golose, volto dal 2019 della rubrica “Capolavori del Mondo in cucina” a Striscia la Notizia, porta nel libro anche la
sua familiarità personale con il mondo gastronomico, quell’occhio allenato a leggere le storie dietro ai marchi. E, forse, anche un po’ di quella ironia di chi avrebbe voluto suonare il sassofono, ma ha finito per raccontare la musica delle cucine italiane.