Cultura e società

I fregi del Partenone torneranno a casa?

Il British Museum, guidato dall'ex politico Tory Osborne, e il premier greco Mitsotakis dialogano sul futuro dei fregi del Partenone, trafugati da un diplomatico inglese due secoli fa

I fregi del Partenone torneranno a casa?

Il presidente del British Museum di Londra George Osborne e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis discutono da almeno un anno sulla possibilità della restituzione ad Atene dei Fregi del Partenone conservati nell'antica istituzione museale di Londra. L'indiscrezione lanciata il 3 dicembre da Ta Nea si è fatta sempre più calda giorno dopo giorno. La testata di Atene ha ricordato che "l'ex Cancelliere dello Scacchiere avrebbe incontrato il Primo Ministro greco, un anno dopo il loro primo incontro segreto, mentre Mitsotakis si trovava a Londra per promuovere l'industria greca e gli interessi economici in Gran Bretagna". Gli addetti ai lavori hanno indicato che "i negoziati tra Osborne e il primo ministro greco sono in una fase avanzata". Tuttavia, il giornale ha sottolineato che l'accordo "non è ancora stato finalizzato e che i funzionari greci hanno avvertito di non poter escludere la possibilità di uno stallo dell'ultimo minuto nei colloqui, come accade in qualsiasi negoziato delicato". Il Ministro di Stato greco Giorgos Gerapetritis ha confnermato al Guardian di aver incontrato Osborn

Al centro delle trattative i cosiddetti "marmi di Elgin", le sculture e i fregi che furono tolti dal tempio del Partenone, ai tempi icona di un'Atene ancora città di provincia dell'Impero ottomano, all'inizio del XIX secolo dal diplomatico britannico Lord Elgin, stanziato presso la corte di Istanbul come ambasciatore di Londra, che ne voleva fare un ornamento della sua villa in Scozia. Erano gli anni in cui di fronte all'arte greca si plasmava la passione neo-romantica degli inglesi pronti alla loro epopea imperiale. Lord Byron fu tra i grandi letterati che partecipò alla successiva guerra d'indipendenza greca, mentre nel 1816 il poeta John Keats avrebbe scritto il pomea On Seeing the Elgin Marbles: "Ma queste meraviglie sono anche un dolore vertiginoso, che intreccia la grandezza greca con i grezzi resti dell'antichità". Le sculture, realizzate da Fidia nel V secolo prima di Cristo. erano state acquistate dal governo di Londra proprio nel 1816 per essere collocate nel British Museum.

Nel 2010 il British Museum ha avviato la costruzione della Galleria del Partenone nel nuovo Museo dell'Acropoli per ospitare le sculture. Ora la trattativa tra Osborne e Mitsotakis appare avanzata. Soddisfazioni sono giunte, per l'emersione della notizia, da un'altra terra ricca di influenze greche, co-protagonista a sorpresa di questa storia: la Sicilia. "La via maestra da seguire è quella tracciata nei mesi scorsi dalla Sicilia, che ha fatto da apripista in questa direzione, quando abbiamo riportato in Grecia un importantissimo frammento del fregio di Fidia, il cosiddetto 'Frammento Fagan', che dopo secoli è stato finalmente ricongiunto all'opera d'arte da cui era stato strappato ed è esposto al Museo dell'Acropoli", ha sottolineato Alberto Samonà, ex assessore alla Regione siciliana con delega ai Beni culturali e all'Identità siciliana.

Il Financial Times ha poi nei mesi scorsi sottolineato l'inizio del "Progetto Rosetta", ideato dal direttore del museo Hartwig Fischer, che comprende gallerie che si concentrano meno sulla storia europea e più su manufatti provenienti dall'Africa e dal Sud America. Il progetto è supervisionato da un comitato composto da membri attuali ed ex del consiglio di amministrazione del museo" e a farvi gioco potrebbe essere proprio la restituzione del fregio del Partenone trafugato due secoli fa da Elgin. Tra identità storica rivendicata da Atene e "politicamente corretto" si può creare un ibrido decisamente particolare e originale. Negoziato, peraltro, da un premier conservatore come Mitsotakis e da un ex politico Tory del calibro di Osborne. Dal cui lungo dialogo può nascere il ritorno a casa delle opere che hanno reso il Partenone la grande e ammirata opera simbolo di Atene

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