"Bud Spencer era mio padre". E ora la donna chiede esame del Dna e risarcimento

Ha 46 anni, è una producer sposata e vive a Londra la donna che sostiene di essere la figlia legittima dell'attore Bud Spencer e che ha presentato in trubunale a Roma una richiesta per il riconoscimento della paternità

"Bud Spencer era mio padre". E ora la donna chiede esame del Dna e risarcimento

Carlotta Rossi, 46 anni, ha atteso il sesto anniversario dalla morte di Bud Spencer per scoperchiare il vaso di pandora. La donna, una producer sposata, con due figlie e residente a Londra, sostiene di essere figlia legittima dell'attore scomparso il 27 giugno 2016 e lo ha fatto pubblicando il libro "A metà" - un memoriale disponibile solo su Apple Books - e presentando un atto di citazione in tribunale di Roma dove chiede il riconoscimento della paternità e un risarcimento alla vedova e ai figli del compianto Bud Spencer.

"Non c'è un motivo per cui ho deciso adesso di avanzare le mie richieste in Tribunale e di raccontare in un libro il grande amore che ha legato mia madre a mio padre. Oggi sono pronta, prima no", ha raccontato Carlotta Giuseppina Rossi al Corriere della Sera, rivendicando il suo ruolo di figlia legittima. La donna ha scelto di infrangere la promessa fatta alla madre, Giovanna Michelina Rossi (morta nel 2015), di non rivelare a nessuno chi fosse suo padre. Così Carlotta Rossi ha deciso di intreprendere il percorso giudiziario per il riconoscimento di paternità al tribunale di Roma, rendendosi disponibile a sottoporsi all'esame del Dna per confermare di essere figlia dell'attore.

Nell'atto di citazione depositato dai suoi legali, Marco Feroci e Francesca Agnisetta, la donna chiede il risarcimento "del danno subito per la sostanziale mancanza della figura paterna nell'intero arco della vita" alla vedova, Maria Amato, e ai figli dell'attore, Diamy, Giuseppe e Christiana, in qualità di suoi eredi. A stupire è il racconto che Carlotta Rossi fa dell'attore nel suo ebook, come di un padre comunque presente con regali, attenzioni e visite. La presunta figlia di Bud Spencer ha spiegato che l'attore avrebbe provveduto al suo mantenimento fino alla laurea, pagandole la scuola americana, l'università negli Stati Uniti e persino le vacanze. La madre avrebbe ricevuto un bonifico mensile da mille euro fino al 2015 proprio da Spencer. Documenti che i legali della Rossi sarebbero in grado di fornire per avvalorare la richiesta di paternità.

Lei aveva solo 13 anni quando il padre, al secolo Carlo Pedersoli, le rivelò di avere un'altra famiglia e altri figli, suoi fratelli e sorelle. Con loro però non c'è mai stato un rapporto, anche se lei ora vorrebbe averlo: "Non mi dispiacerebbe costruire una relazione con loro. Di mio padre non avevo il numero privato, era sempre lui a chiamarci. Avevo solo il fisso dell'ufficio, dove rispondeva la segretaria. Quando mamma è morta (nel 2015) ho telefonato a Giuseppe Pedersoli, il suo primogenito, di cui mi ero procurata il cellulare perché lavoriamo nello stesso ambiente. La telefonata è durata 30 secondi, il minimo indispensabile. Gli ho detto chi fossi e che avevo bisogno di avvisare Carlo. Non l'ho mai più sentito". Un anno dopo anche Bud Spencer è venuto a mancare. Carlotta racconta di non avere avuto il coraggio di presenziare al funerale ("Non avrei potuto salutarlo come avrei voluto"), così ha scelto di salutarlo in Campidoglio, come un'ammiratrice qualunque delle migliaia di persone, che hanno sfilato in silenzio davanti alla bara dell'attore in quei giorni.

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