Delitto Jucker, l'assassino forse libero in estate

Ruggero Jucker, l'uomo che nel luglio del 2002 uccise con 22 coltellate la sua fidanzata, potrebbe uscire dal carcere di Bollate entro l'estate. In primo grado fu condannato a 30 anni, poi ridotti a 16 e, in seguito all'indulto del 2006, ulteriormente ridotti a tre. Il legale: "Chiederemo permessi"

Delitto Jucker, l'assassino forse libero in estate

Milano - Ruggero Jucker potrebbe "tornare libero" già dal prossimo luglio, dopo otto anni di detenzione. Lo rivela il settimanale Panorama nel numero che sarà in edicola da domani. Jucker uccise la fidanzata, Alenya Bortolotto, il 20 luglio 2002 a Milano. L’omicidio scosse molto l’opinione pubblica per la violenza con la quale fu attuato: Alenya, 26 anni, fu colpita 22 volte con un lungo coltello da sushi e poi fu sventrata. Parte del suo fegato venne trovato dagli agenti della polizia nel cortile della casa. Condannato in primo grado a 30 anni di reclusione, più tre di ospedale psichiatrico giudiziario, in appello Jucker ottenne una sentenza molto più mite: 16 anni. Detenuto nel carcere di San Vittore e poi in quella di Bollate, Jucker ha sempre mantenuto una buona condotta, si è sottoposto a cure psichiatriche, ottenendo altri sconti di pena. L’indulto del 2006 gliel’ha poi ridotta di altri tre anni. In teoria, Jucker (che oggi ha 43 anni) potrebbe già da qualche tempo chiedere la libertà condizionale.

Legale: "In vista richiesta di permessi" Il legale di Jucker, Raffaele Della Valle, ha spiegato che è intenzionato a chiedere dei permessi per il proprio assistito, anche se, essendo decorsa la metà della pena, con i tre anni di indulto, e altrettanti di sconti previsti per la buona condotta (45 giorni ogni sei mesi), l’uomo potrebbe chiedere anche la concessione di altri benefici. Jucker era stato condannato in primo grado a 30 anni al termine del processo con il rito abbreviato. Aveva poi patteggiato i motivi d’appello e, con la concessione delle attenuanti generiche, la condanna era automaticamente stata ridotta a 16 anni. Scontata metà della pena il detenuto può chiedere la concessione di benefici come la semilibertà o altro, ma, come spiegato dal suo legale, ha intenzione attualmente di chiedere solo dei permessi. 

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