Parte integrante del vasto mondo delle crucifere il cavolfiore è un ortaggio versatile, ricco di nutrimento al costo di pochissime calorie. Inoltre contiene numerose vitamine, sali minerali, fibre, tutti nutrienti utili per supportare il sistema immunitario, per prevenire e ridurre le infiammazioni e per contrastare i radicali liberi.
L'azione antiossidante è fondamentale per il benessere dell'organismo, perché impedisce lo stress ossidativo, prevenendo anche patologie di tipo tumorali. Questa azione prevenita è affidata al sulforafano, presente nell crucifere e in grandi quantità nel cavolfiore e anche nei broccoli. Scopriamo di cosa si tratta, come agisce e quali sono i benefici che offre.
Sulforafano, che cos'è e perché è importante

Quando si parla di sulforafano ci si riferisce a un composto chimico parte integrante della famiglia degli Isotiocianati e parte attiva dei composti solforati. All'interno dei cibi il sulforafano è presente come glucorafanina, ovvero una forma glicosilata perché legata a una molecola di zucchero. Diventa sulforafano per l'azione dell'enzima mirosinasi presente naturalmente nelle crucifere, in particolare proprio nel cavolfiore e nei broccoli. Ed è proprio all'interno di questi alimenti che il composto chimico abbonda, e che ne caratterizza l'odore in cottura grazie alla presenza dello zolfo contenuto. Una cottura che deve risultare adeguata e non eccessiva, proprio per non perdere le proprità presenti e per non inattivare l'enzina mirosinasi. Il sulforafano viene assorbito facilmente dalle cellule, contribuendo alla salute dell'organismo. In particolare grazie alle sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e di prevenzione nei confronti di molte malattie croniche.
Prevenzione ed effetto anti-age, lo studio

Mangiare più cavolfiore, e in generale crucifere, aiuta l'organismo a mantenersi in salute così da supportare le difese immunitarie. Tutto merito del sulforafano che, come accennato, propone un'azione di contrasto ai radicali liberi così da combattere lo stress ossidativo. Una vera e propria barriera protettiva per le cellule, il sulforafano attiva gli agenti infiammatori così da prevenire una serie di malattie croniche e in particolare nei confronti di varie tipologie di cancro. A confermarlo è uno studio pubblicato su Antioxid Redox Signal condotto sugli effetti del sulforafano sulle alterazioni epigenetiche, che possono portare al rischio di sviluppare patologie tumorali e metaboliche, e sul cambiamento di rotta messo in campo dal composto chimico. L'azione antiossidante è considerata indiretta perché contrasta i radicali liberi reattivi all'ossigeno, e spinge le cellule a eliminare direttamente i composti tossici. Inoltre è in grado di aumentare l'espressione del gene antiossidante nrf2, responsabile della produzione di molecole antiossidanti.
Il sulforafano vanta anche proprietà antinfiammatorie con effetti benefici in casi di artrite, di sindrome metabolica, asma, allergie e riducendo la proliferazione di batteri. E, principalmente, riesce a inibire la crescita delle cellule cancerose inducendo il processo di apoptosi ovvero la morte cellulare programmata, inibendo la formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi) e la migrazione delle cellule tumorali che portano alla metastasi.
Cavolfiore, tutte le proprietà

È un ortaggio che offre innumerevoli benefici, non solo perché contiene sulforafano, in grado di vantare proprietà antitumorali e antinfiammatorie, al pari dei broccoli. Ma anche per l'alta presenza di fibre, in supporto dell'intestino e del colesterolo, oltre che di polifenoli e vitamine C, K, B, sali minerali quali calcio, potassio, fosforo per la salute delle ossa, del cuore e del metabolismo. È ricco di amminoacidi quali valina, metionina, treonina e triptofano, aiuta l'organismo a depurarsi e a rigenerare i tessuti. Si può consumare crudo, con moderazione, ma anche con una cottura rapida per preservare le proprietà contenute.
Va inserito all'interno di una dieta equilibrata, senza eccessi, e consumato con moderazione da chi soffre di colon irritabile e di problematiche alla tiroide. Invece è sconsigliato da chi assume anticoagulanti. In questi casi, per non sbagliare, è bene consultare il medico di fiducia o un nutrizionista, così da preservare il benessere personale.