Sul web è diventata virale una fotografia che mostrerebbe da vicino il missile aria-aria cinese PL-17. L’immagine, la cui autenticità non è stata confermata, ritrae quello che sembrerebbe essere un mock-up a grandezza naturale del missile, lungo circa sei metri, esposto durante una fiera o un’esposizione militare. Ha inoltre riacceso l’attenzione su una delle armi più misteriose dell’Aeronautica dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLAAF). Sullo sfondo compare materiale promozionale del caccia stealth J-20, mentre davanti al missile posa una persona con il volto oscurato. Sebbene data e luogo restino ignoti, la sola possibilità che il PL-17 sia stato mostrato così apertamente rappresenta un fatto rilevante. Fino a oggi, infatti, Pechino aveva diffuso solo immagini ufficiali molto distanti o volutamente poco dettagliate. Il missile era noto agli osservatori occidentali da quasi un decennio, ma senza informazioni tecniche chiare né conferme pubbliche sul suo reale stato operativo.
Il missile misterioso
Il PL-17 è considerato fin dall’inizio un missile aria-aria a lunghissimo raggio, soprattutto per via delle sue dimensioni fuori scala rispetto agli standard tradizionali. Quando apparve per la prima volta in immagini sfocate nel 2016, in Occidente fu indicato provvisoriamente come PL-XX o PL-20; oggi la denominazione PL-17 sembra ormai consolidata, con il nome di codice NATO CH-AA-12 “Auger”.
Secondo analisi specialistiche riprese anche da The War Zone, il missile sarebbe già entrato in servizio operativo o comunque molto vicino a farlo, armando in particolare i caccia J-16. Le immagini ufficiali diffuse nel 2023 dalla PLAAF mostrano infatti J-16 equipaggiati con un mix di missili a corto, medio e lunghissimo raggio, tra cui un singolo PL-17, a indicare un ruolo specifico e altamente specializzato. Il bersaglio ideale di un’arma del genere non sono i caccia nemici, ma assetti di grande valore come aerei radar AWACS, velivoli da rifornimento in volo o piattaforme di sorveglianza, fondamentali per il funzionamento delle forze aeree occidentali.
Cosa sappiamo del PL-17
Dal punto di vista tecnico, il PL-17 sarebbe dotato di un motore a razzo a doppio impulso, con controllo affidato a piccole superfici di coda e a un ugello a spinta vettoriale. Le stime parlano di una velocità massima superiore a Mach 4 e di una portata teorica che potrebbe arrivare fino a circa 400 chilometri, anche se il raggio effettivo dipende fortemente dal profilo di missione e dalle condizioni di ingaggio.
La guida combinerebbe un datalink bidirezionale con un seeker AESA attivo, progettato per resistere alle contromisure elettroniche, e forse anche un sensore passivo anti-radiazioni, particolarmente utile contro aerei radar. Per sfruttare appieno queste capacità, però, il missile avrebbe bisogno di dati di puntamento forniti da una rete complessa di sensori: aerei AEW&C, radar terrestri e navali, altri velivoli in avvicinamento al bersaglio e persino satelliti. Non a caso la Cina ha investito massicciamente negli ultimi anni in sistemi di sorveglianza e comando integrati.
Finora il PL-17 è stato visto solo sul J-16, ma si ipotizza una futura integrazione sul J-20 o su piattaforme di nuova generazione come il presunto J-36, dotato di ampi vani
interni. Ricordiamo che l’esistenza stessa del PL-17 ha avuto un impatto diretto sugli Stati Uniti, accelerando programmi come l’AIM-260 e spingendo la Marina americana a introdurre una versione aria-aria del missile SM-6.