La Cina ha presentato il Golden Eagle CR500B segnando un nuovo passo nella sua strategia di sviluppo dei sistemi a pilotaggio remoto armati. Di cosa parliamo? Si tratta di un elicottero senza equipaggio progettato per operare in contesti tattici complessi, combinando capacità di sorveglianza e attacco in un’unica piattaforma. Evoluzione diretta del precedente CR500A, il nuovo modello introduce un sistema d’arma integrato che amplia notevolmente il ventaglio di missioni possibili, andando oltre la semplice ricognizione. Nello specifico, il CR500B è pensato per supportare operazioni militari moderne in cui rapidità di intervento, riduzione dei rischi per il personale e precisione sono fattori chiave. Ecco che cosa sappiamo.
Il nuovo elicottero della Cina
La scelta di un elicottero unmanned, anziché di un drone ad ala fissa, riflette l’interesse crescente verso piattaforme capaci di decollo e atterraggio verticali, ideali per operare in aree con infrastrutture limitate. Con questo progetto, Pechino dimostra di voler colmare il divario con altri Paesi già attivi nel settore dei droni armati, proponendo una soluzione compatta ma versatile, adatta sia a contesti terrestri sia a operazioni di sicurezza e controllo del territorio.
Dal punto di vista tecnico, il Golden Eagle CR500B mantiene la configurazione a rotori coassiali controrotanti, priva di rotore di coda, una scelta che migliora la stabilità in volo e riduce l’ingombro complessivo del mezzo. Rispetto al modello precedente, il peso massimo al decollo sale a circa 600 chilogrammi, consentendo il trasporto combinato di sensori e armamenti.
Tra questi figurano missili leggeri aria-terra, come i Blue Arrow 5, montati su punti d’aggancio esterni. L’autonomia operativa arriva a circa cinque ore, con un raggio d’azione di circa 150 chilometri e una quota massima di impiego intorno ai 6.000 metri. Il sistema di missione integra sensori elettro-ottici e infrarossi, telecamere ad alta definizione, telemetro e designatore laser, oltre a un collegamento dati in tempo reale con le stazioni di controllo a terra.
Un mezzo strategico
Secondo quanto riportato da The Defence Watch, in occasione della fiera UMEX di Abu Dhabi, questa combinazione consente al CR500B di passare rapidamente dalla fase di individuazione del bersaglio a quella di ingaggio, riducendo drasticamente i tempi decisionali sul campo. Le implicazioni operative del Golden Eagle CR500B sono rilevanti, soprattutto in uno scenario militare sempre più orientato all’integrazione tra sensori e sistemi d’arma autonomi.
La possibilità di unire ricognizione persistente e capacità di attacco immediato nello stesso velivolo permette di abbreviare il cosiddetto “sensor-to-shooter loop”, rendendo le operazioni più efficienti e reattive. Questo approccio risponde a una tendenza globale che vede i droni armati assumere un ruolo centrale nelle missioni di supporto tattico, sorveglianza armata e neutralizzazione di obiettivi ad alto valore.
Sebbene non siano stati resi noti eventuali clienti o utilizzatori operativi, la presentazione pubblica del CR500B suggerisce una chiara ambizione cinese
di competere nel mercato internazionale dei sistemi unmanned armati. Se adottato in futuro dalle forze armate o esportato verso Paesi partner, questo elicottero potrebbe influenzare l’evoluzione delle dottrine operative.
China Reveals Golden Eagle CR500B Armed Unmanned Helicopter at UMEX 2026 pic.twitter.com/lyAnMbdTtC
— Army Recognition (@ArmyRecognition) January 20, 2026