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Il missile Sarmat pronto al dispiegamento: ecco la nuova arma nucleare di Putin

Il Cremlino annuncia l’imminente operatività del nuovo missile balistico intercontinentale RS-28 Sarmat, destinato a rafforzare la deterrenza nucleare strategica russa

Il missile Sarmat pronto al dispiegamento: ecco la nuova arma nucleare di Putin
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Mosca è pronta a schierare il nuovo missile balistico intercontinentale RS-28 Sarmat. Lo ha annunciato oggi il presidente russo Vladimir Putin, dopo avere incontrato il vertice delle forze missilistiche strategiche della Federazione Russa. Secondo il comandante Sergei Karakaev, il successo dell’ultimo test, dopo diversi fallimenti, l’ultimo registrato nel 2024, decreterebbe l’efficacia e la piena operatività, entro la fine di quest’anno, del sistema missilistico strategico, che può essere equipaggiato con 15 testate nucleari indipendenti che, secondo le dichiarazioni del capo del Cremlino Putin, possono portare una potenza quattro volte superiore a quella di qualsiasi equivalente occidentale a una distanza di ben 35.000 km.

Basato su silo terrestri, il sistema RS-28 Sarmat può lanciare missili balistici intercontinentali orbitali pesanti, spinti da propellente liquido, dotati di contromisure avanzate e armati con testate ad altissima manovrabilità, progettate appositamente per superare qualunque sistema di difesa antimissile. Il Sarmat è integrato per il lancio del sistema Avangard, un veicolo di rientro ipersonico estremamente manovrabile di nuova generazione.

Il Sarmat è destinato a sostituire circa 40 missili Voyevoda di fabbricazione sovietica e, secondo Putin, va considerato come il "missile più potente al mondo”.

Sebbene gli analisti occidentali nutrano dubbi sulle reali capacità del nuovo vettore delle forze missilistiche strategiche, sostenendo che Putin abbia “esagerato le capacità di alcune delle armi nucleari di nuova generazione russe”, tutte parte di un "programma di modernizzazione” annunciato per la prima volta nel 2018, si stima che quello che è stato rinominato in codice Satan 2 abbia realmente la capacità di trasportare tra le 10 e le 15 testate multiple indipendenti (Mirv), ma una gittata massima stimata tra i 10.000 km e i 18.000 km. Una portata che gli permette comunque di colpire quasi ogni punto del pianeta, volando potenzialmente sopra i poli per aggirare i sistemi di difesa radar e viaggiando a velocità ipersoniche. È indubbia la preoccupazione per lo schieramento di questo missile balistico intercontinentale (Icbm) pesante, che andrà a sostituire l’R-36M, diventando il vettore nucleare più potente e tecnologicamente avanzato dell'arsenale russo e, di conseguenza, una delle principali armi di deterrenza della triade nucleare a disposizione di Mosca.

Un sistema missilistico come il Sarmat è appositamente progettato per trasportare testate nucleari e colpire obiettivi a migliaia di chilometri di distanza negli Stati Uniti o in Europa.

Il comandante delle forze missilistiche strategiche russe ha contestualmente dichiarato che il “dispiegamento di lanciatori equipaggiati con il sistema missilistico Sarmat rafforzerà significativamente le capacità di combattimento delle forze nucleari strategiche terrestri, garantendo la distruzione degli obiettivi e risolvendo i problemi di deterrenza strategica”.

Putin ha inoltre annunciato che la Russia è nelle “fasi finali” dello sviluppo del drone sottomarino, o siluro nucleare, Poseidon e del missile da crociera Burevestnik, alimentato da reattori atomici in miniatura.

Il Poseidon, considerato un’arma fine del mondo degna della più temibile fantasia di un Dr. Stranamore, dovrebbe armare sottomarini nucleari come il Belgorod ed è progettato per esplodere vicino alle coste nemiche e provocare uno tsunami radioattivo, mentre il missile da crociera Burevestnik, secondo le fonti russe, avrebbe una “gittata praticamente illimitata grazie alla propulsione nucleare, che gli consente di vagare per giorni, aggirando le difese aeree e attaccando da una direzione inaspettata”. La Russia ha inoltre commissionato il nuovo missile balistico a medio raggio Oreshnik, dotato di capacità nucleare, e ha utilizzato due volte la sua versione armata per colpire l’Ucraina. La gittata dell’Oreshnik, che arriva fino a 5.000 chilometri, gli consente di raggiungere qualsiasi obiettivo in Europa.

Dall'inizio della guerra in Ucraina, il capo del Cremlino non ha mai perso occasione per ricordare al mondo la potenza distruttiva dell'arsenale nucleare russo nel tentativo di dissuadere le potenze occidentali dal lasciarsi trascinare in interventi militari “troppo

incisivi” a fianco dell’Ucraina. Delimitando quelle famose linee rosse che anno dopo anno di guerra si sono sbiadite e sono state gradualmente superate, pur rimanendo entro i limiti che hanno scongiurato l’escalation.


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