«Ecco qual è il segreto del sindaco per vincere lo stress»

Lo sport più faticoso? Di sicuro la politica. Lo sa bene il sindaco Gianni Alemanno, atleta di fondo ed esperto alpinista, che ogni giorno si trova a dover amministrare la città, facendo fronte alle sue emergenze. Assimilabili a vere e proprie vette impervie di una montagna, che il numero uno del Campidoglio «scala», per risolverle o quantomeno arginarle.
Dietro ogni giocatore che segna un gol, un grande team di supporto. Dove l’«allenatore» o, che dir si voglia medico personale del primo cittadino, si chiama Adolfo Panfili, specialista in ortopedia e traumatologia. «Alemanno è il bomber della politica - dichiara con un sorriso il professore, pioniere della medicina ortomolecolare a livello italiano e allievo di Linus Pauling, premio Nobel per la chimica - e svolgo da anni il mio ruolo per contribuire al mantenimento del suo livello fisico ottimale». E tra i segreti per il raggiungimento di un «fisico bestiale», Panfili punta l’accento sull’importanza di un’attività fisica costante, accompagnata anche da una buona alimentazione: «Il benessere si raggiunge, prima di tutto, con un riposo notturno di otto ore e poi con l’allenamento sportivo quotidiano. Che deve essere effettuato nelle prime ore della giornata, per garantire uno sprint energetico a persone che non possono permettersi, per motivi lavorativi, di perdere la concentrazione e riposarsi. Inoltre - prosegue - è necessario seguire anche delle buone regole a tavola. Un’alimentazione corretta - spiega il medico - si basa su dei pilastri fondamentali: piccoli pasti durante la giornata, evitare il digiuno prolungato, ridurre gli zuccheri raffinati. E andrebbe integrata con l’assunzione di dosi di vitamine, sali minerali e amminoacidi».
Mentre elargisce la ricetta per la salute, Panfili appare disteso, quasi come se i continui attacchi da cui è bersagliato da quando è il delegato di Alemanno per i rapporti con le Istituzioni sanitarie, non riescano a scalfire il suo buonumore. Ma quando gli chiediamo di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, non si tira certo indietro: «Visto che me lo chiede, ne approfitto per puntualizzare che non percepisco alcun compenso per la delega alla Sanità che mi è stata affidata da Alemanno - dice flemmatico il professore - . Lavoro anzi per l’amministrazione gratuitamente, fedele all’accettazione dei principi di pari opportunità, fulcro del giuramento di Ippocrate che ho sottoscritto 30 anni fa, prima di svolgere la mia professione». «Mi piace - sottolinea - dare vita a progetti di sussidarietà sociale per le categorie più fragili dei cittadini». E in effetti le iniziative ideate da Panfili hanno spesso come protagoniste le fasce più svantaggiate: dagli anziani per cui ha promosso la «Banca dati delle fragilità» in collaborazione con l’Ordine dei medici di Roma, al protocollo di intesa che ha contribuito a fare siglare tra Comune e Avis per la donazione di sangue da parte dei cittadini, fino a «Una città attenta al cuore», progetto che ha consentito l’installazione in Campidoglio di cinque defibrillatori, e quello sulla «Qualità della vita», di cui è responsabile presso La Sapienza. «La mia priorità è la tutela della salute dei romani e non faccio distinzione se essi sono politici o cittadini comuni. Sono persone a cui io metto a disposizione la mia professionalità. Collaboro con il Campidoglio con l’obiettivo di rendere un servizio nell’ambito della Sanità, volto a migliorare la qualità della vita», conclude Panfili.
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