Economia

Cosa fare quando si prende una multa

Ci sono delle verifiche che ognuno può fare per comprendere come comportarsi nel caso in cui si è stati multati per violazione del codice della strada. Le cose da sapere

Cosa fare quando si prende una multa

Cominciamo con le brutte notizie. Diverse risorse online promettono di riuscire a spiegare come verificare se si è stati oggetto di un’ammenda. Leggendo gli articoli, una volta giunti all’ultimo paragrafo, si scopre che non ci sarebbe modo. Ci sono però dei comportamenti appropriati da assumere dopo avere ricevuto la notifica della sanzione.

Un mezzo per sapere in anticipo se si è stati multati sarebbe quello di contattare direttamente le autorità ma può essere una missione impervia, soprattutto se non si ha certezza di quale sia il referente che ha riscontrato l’eventuale infrazione. Al di là di questo metodo, nei casi in cui la multa non sia stata consegnata dall’autorità brevi manu oppure posizionando la notifica sul parabrezza del veicolo, occorre attendere che venga recapitata per essere certi di avere preso una multa. E questo è il primo ostacolo, perché i tempi possono essere lunghi.

Infrazione e notifica

Dal momento in cui l’infrazione è stata commessa al momento in cui la notifica viene recapitata all’indirizzo di residenza dell’automobilista possono passare al massimo 90 giorni, così come disposto dall’articolo 201 del Codice della strada.

La legge prevede che le forze dell’ordine, per principio, debbano fermare il conducente e contestargli l’infrazione appena questa viene commessa. Ciò però non è sempre possibile, basti pensare agli autovelox non presidiati oppure ai frangenti nei quali viene riscontrata un’infrazione e il conducente non è presente.

La notifica tardiva, ovvero quella che viene recapitata oltre i 90 giorni dal momento in cui è stata commessa l’infrazione, estingue l’ammenda. Ciò significa che il pagamento della multa non può essere richiesto e il cittadino ha il pieno diritto di non pagarla.

C’è un approfondimento da fare riguardo al periodo di 90 giorni e al concetto di “accertamento dell’infrazione”. Il periodo di 90 giorni durante i quali la notifica deve essere consegnata decorre dal momento in cui l’infrazione è stata commessa e non da quando è stata accertata. Può sembrare una sottigliezza linguistica ma non lo è, considerando che la questione è stata affrontata dalla Corte di cassazione la quale, con la sentenza 7066/2018, ha definitivamente chiarito che i 90 giorni decorrono dal momento in cui l’infrazione è stata rivelata e non accertata. L’esempio più fulgido è quello degli autovelox che registrano l’infrazione nel momento stesso in cui è commessa ma può essere accertata anche giorni dopo, quando il personale addetto consulta i dati registrati del misuratore di velocità. I 90 giorni vanno quindi considerati partendo dal momento in cui l’autovelox ha registrato l’infrazione al giorno in cui la multa è stata spedita. Non fa stato il giorno in cui è stata ricevuta dal cittadino.

Occorre quindi che ognuno si sinceri che la notifica da cui è stato eventualmente raggiunto tenga conto di questo principio. Se la notifica è tardiva è possibile opporsi alla contravvenzione.

Cosa fare in caso di notifica tardiva

Il cittadino può impugnare la multa entro 30 giorni dal ricevimento, davanti al giudice di pace oppure entro 60 giorni davanti al prefetto.

L’impugnazione non sospende l’effetto dell’ammenda, tant’è che l’amministrazione che l’ha emessa può chiederne la riscossione forzata facendo intervenire l’Agenzia delle entrate-riscossioni. La multa perde la sua efficacia soltanto dopo l’annullamento deciso dal giudice o l’archiviazione disposta dal prefetto.

Occorre quindi sapere che, nel presentare il ricorso, è doveroso chiedere la sospensione provvisoria degli effetti dell’ammenda in modo che, in attesa della conclusione del procedimento, l’amministrazione non può pretendere il pagamento.

Se, prima di ricevere una notifica, non c’è modo di sapere se si è stati multati, c’è sempre il modo di avere pieno controllo dei rapporti di debito nei confronti dell’Agenzia delle entrate e, quindi, di sapere se è stata recapitata una notifica alla quale non si è prestata la dovuta attenzione. Occorre collegarsi all’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle entrate e, dopo essersi autenticati mediante Spid o Cie, verificare se ci sono ammende il cui incasso è stato demandato all’ente di riscossione.

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