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Elkann spegne Mirafiori fino a settembre

Contratto di solidarietà anche per gli addetti alla 500 elettrica. La scommessa sugli incentivi

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Lo stabilimento torinese di Mirafiori, dove Stellantis produce la Fiat 500 elettrica e le due sportive di Maserati, GranTurismo e GranCabrio, è sempre più nell'occhio del ciclone. Da oggi fino al prossimo 4 agosto, infatti, entra in vigore il contratto di solidarietà anche per i 1.174 addetti all'assemblaggio della Fiat 500 elettrica, provvedimento che già interessa, sino a fine anno, i 968 lavoratori della linea Maserati. Dal 4 al 28 agosto, inoltre, il polo Stellantis di Torino rimarrà chiuso per ferie.

Il problema riguarda gli ordini di vetture che farebbero presagire a un mese di maggio molto difficile. Un aiuto alla Fiat 500 elettrica potrebbe arrivare dagli incentivi che, secondo le aspettative, dovrebbero essere varati i primi di maggio, una volta conclusi tutti i passaggi burocratici. Ma non c'è da illudersi vista la refrattarietà degli italiani verso questa alimentazione, come dimostrano i congrui fondi 2023 rimasti inutilizzati.

La maggiore preoccupazione manifestata dai sindacati è che la mancanza di prenotazioni, nonostante gli incentivi, blocchi a lungo la produzione dell'impianto che ha fatto la storia della Fiat. La prospettiva, dunque, è che il mese prossimo le linee di Mirafiori, salvo eccezioni, resteranno ferme. A continuare a lavorare saranno invece gli addetti di altri reparti, come quelli che si occupano dei cambi per la Fiat Panda prodotta a Pomigliano d'Arco. Turno ridotto anche per i lavoratori dell'Hub di Economia circolare.

«Abbiamo firmato esclusivamente per garantire il sostegno al reddito delle maestranze - ha spiegato Edi Lazzi (Fiom Torino) - e chiesto all'azienda di integrare la perdita salariale che subiscono le lavoratrici e i lavoratori. Bisogna fermare questo calvario e l'unico modo è che l'ad Carlos Tavares decida di rispondere alle nostre richieste: aprire una vera trattativa per mettere nero su bianco un progetto credibile».

«La firma di questo contratto - gli fa eco Sara Rinaudo (Fismic Confsal sempre di Torino) - è necessaria al fine di preservare il massimo possibile dei posti di lavoro, garantire un percorso di transizione dignitoso e per la migliore tutela del reddito».

A entrare nello specifico è Rocco Cutrì (Fim Torino): «Il cambio di ammortizzatore da cassa integrazione ordinaria a cassa integrazione straordinaria, attraverso il contratto di solidarietà, evidenzia quanto a oggi la situazione delle produzioni Stellantis su Torino, dalla contingenza momentanea si sposti su una flessione negativa via via più strutturale». Segue un nuovo appello al governo: «Palazzo Chigi compia adesso ogni sforzo possibile in direzione di un'intesa che assicuri produzioni al nostro Paese e l'azienda si renda maggiormente sensibile alla responsabilità sociale nei confronti di questa collettività».

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