Economia

L'assegno della pensione senza segreti: le vere cifre

Vediamo, nel dettaglio, come si calcolano pensione netta e decorrenza del trattamento in base alle diverse formule di uscita dal mondo del lavoro

L'assegno della pensione senza segreti: ecco le vere cifre

Come sappiamo, ogni pensione "possiede" la spada di Damocle della tassazione Irpef, l'Imposta sul reddito delle persone fisiche: in ogni cedolino troveremo sia l'importo lordo sia il netto pagato dall’Inps.

Quali sono le cifre

Oltre al calcolo dell’importo netto della pensione, però, è fondamentale conoscerne la decorrenza, che cambia in base all'opzione usata per l'uscita dal mondo del lavoro secondo quelle previste dal sistema previdenziale italiano. Adesso entra in scena l'Irpef, che si calcola applicando diverse aliquote alle differenti fasce di reddito annue: fino a 15mila euro, l’aliquota è del 23%; oltre 15mila e fino a 28mila euro è pari al 27%,
oltre 28mila e fino a 55mila, ammonta al 38%, oltre 55mila e fino a 75mila, è pari al 41% ed oltre 75mila è pari al 43%. Per conoscere l'importo netto, oltre alle imposte, all'importo lordo vanno applicati aspecifiche detrazioni di importa che sono diversi rispetto a quelli previsti per i redditi di un lavoro dipendente. Dal 2017, poi, le detrazioni sono state aumentate per le pensioni fino ad 8mila euro con l’obiettivo di allineare la "no tax" area per tutti i pensionati, a prescindere dall’età anagrafica.

Quindi, se il reddito previdenziale non supera le 8mila euro, la detrazione ammonta a 1.880 euro (supera l’imposta dovuta ci si trova nella cosiddetta no tax area); per redditi tra 8 e 15mila euro si applica la formula: 1.297 + [583 × (15.000 – reddito complessivo) / 7.000];
per redditi tra 15mila e 55mila euro si la formula è: 1.297 × [(55.000 – reddito complessivo) / 40.000]. La spiegazione è un po' tecnica ma è questa l'esatta formula così come riporta Pmi, il portale delle piccole e medie imprese italiane. Inoltre, la detrazione deve essere rapportata ai giorni in cui spetta il diritto alla pensione nel singolo anno e non è cumulabile con le altre detrazioni sui redditi.

Età e requisiti per la pensione

Sappiamo bene che a fine anno si chiuderà con Quota 100 (leggi qui): in attesa di sapere cosa ci sarà dal 1° gennaio 2022, in linea generale, la decorrenza si avrà per la pensione di vecchiaia pari a 67 anni (fino al 2026 è stato congelato il meccanismo degli scatti fino a quella data), con la pensione anticipata con 42 anni e dieci mesi di contributi versati per gli uomini, 41 anni e un mese per le donne (non si applicano gli scatti legati alle aspettative di vita), fino a fine 2021 con Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi), con l’Opzione Donna che richiede 35 anni di contributi con 58 anni di età se dipendenti (59 se autonome), accettando un assegno calcolato con il solo metodo contributivo. Invece, nessun vincolo di età con Quota 41 se si è lavoratori precoci appartenenti a categorie protette, con l’Ape sociale se appartenenti a determinate categorie tutelate, con almeno 62 anni di età e 30 o 36 anni di contributi a seconda della tipologia di lavoro svolto ed infine con Quota 97,6 (35 anni di contributi e 61 anni e sette mesi di età) per gli addetti alle mansioni usuranti.

Per accedere alla pensione, quindi, bisogna tenere conto delle opzioni sopra elencate verificando quale requisito si raggiunge per primo: a quel punto, è possibile valutare quale sia la più conveniente. Inoltre, per calcolare la decorrenza della pensione bisogna anche tener conto del fatto che la riforma Fornero ha introdotto finestre mobili che fanno slittare l’effettiva erogazione dell’assegno previdenziale di alcuni mesi rispetto al momento in cui si matura il requisito per l’accesso alla prestazione: per la pensione di vecchiaia, per l'Ape sociale e per le pensioni legate a lavori usuranti e gravosi non c'è alcuna finestra di decorrenza; discorso diverso per la pensione anticipata e quella per i lavoratori precoci la cui decorrenza è fissata a tre mesi mentre per Quota 100 la finestra è fissata a tre mesi nel privato e sei mesi nel pubblico impiego. Infine, con Opzione Donna la finestra di decorrenza è fissata a 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome.

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