Pensioni, la Ue avverte Renzi: "L'Italia è sotto monitoraggio"

Il ministero dell'Economia: "L’Italia rispetterà il programma finanziario indicato nel Def". Ma Bruxelles non ci crede

Pensioni, la Ue avverte Renzi: "L'Italia è sotto monitoraggio"

Bruxelles non crede alle promesse di Matteo Renzi. E per questo, nelle raccomandazioni di mercoledì prossimo, la Commissione europea metterà l’Italia sotto "monitoraggio": gli euroburocrati vogliono vederci chiaro sull'impatto quantitativo della decisione della Corte Costituzionale di bocciare la norma Fornero che bloccava la rivalutazione degli assegni previdenziali al costo della vita. L’uso della flessibilità richiesto dall’Italia resta, quindi, condizionato a quanto costerà risolvere il problema delle pensioni.

Alla luce delle indiscrezioni sul possibile monitoraggio della Commissione europea sull’impatto sui conti pubblici della sentenza della Consulta, il ministero dell'Economia ha assicurato che "l'Italia rispetterà il programma finanziario indicato nel Def, a cominciare dal deficit, che nel 2015 sarà al 2,6% come indicato nel quadro programmatico". "Lavoreremo per rispettare sia la sentenza che gli impegni verso i partner europei", spiegano al Tesoro dove l’attenzione dell’Unione europea nei confronti del nostro Paese è comunque considerata positivamente e parte del normale e continuo scambio con Bruxelles. Il provvedimento che arriverà al prossimo consiglio dei ministri, insistono le fonti, delineerà una soluzione "compatibile con l’obiettivo programmatico del 2,6%".

In una intervista al Messaggero, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha anticipato che l'intenzione è di non ripristinare totalmente l’indicizzazione, ma di farlo in modo parziale e selettivo: "Progressività e temporaneità, come dice la Corte, vuol dire evidentemente che sono le pensioni più basse che devono essere protette più di quelle alte". "Se si dovesse ripristinare totalmente l’indicizzazione, l’Italia si troverebbe a violare simultaneamente il vincolo del 3%, l’aggiustamento strutturale e la regola del debito - ha evidenziato Padoan - la Commissione ci metterebbe immediatamente in procedura l’infrazione sia per il deficit che per il debito". Ma a Bruxelles i tecnici non sembrano credere né alle promesse di Renzi né ai numeri snocciolati dal dicastero di via XX Settembre.

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