Usa, la disoccupazione è ai minimi e i salari volano

I senza lavoro sono il 3,4%, un record dal 1969. E ora Wall Street teme nuove strette della Fed

Usa, la disoccupazione  è ai minimi e i salari volano

Balzo inatteso della creazione di posti di lavoro a gennaio negli Usa, mentre il tasso di disoccupazione è sceso ai minimi da 54 anni. I dati molto positivi e ben oltre le attese alimentano i timori che il presidente della Fed, Jerome Powell, possa mantenere i tassi d'interesse più alti per combattere l'inflazione. Nel dettaglio, l'economia Usa ha creato 517mila posti di lavoro a gennaio, oltre le stime degli analisti che scommettevano su 188mila. Il tasso di disoccupazione è sceso nello stesso mese al 3,4%, ai minimi da maggio del 1969, contro il 3,5% del mese precedente (3,6% il consensus degli analisti). A gennaio, l'occupazione nel settore ospitalità e divertimenti è salita di 128mila unità, dopo un aumento medio mensile nel 2022 di 89mila. Gli occupati del settore manifatturiero sono saliti di 19mila unità, al di sopra delle stime di 6mila, e contro i 12mila del mese precedente. Le retribuzioni medie orarie si sono attestate a 33,03 dollari, con un aumento dello 0,3% sul mese e del 4,4% sull'anno.

«I dati smentiscono la narrativa delle banche centrali e soprattutto le aspettative dei mercati: il mondo del lavoro statunitense si conferma forte, molto forte, nonostante le mosse restrittive della Fed», ha commentato Filippo Diodovich, senior strategist di Ig Italia aggiungendo che «la crescita dei salari si mostra consistente e porterà ulteriori pressioni inflazionistiche» e, dunque, «per riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2% uno o due rialzi di 25 punti base potrebbero non bastare». Anche per Christian Parisot, economista di Aurel Bgc, «è difficile considerare questo dato come non inflazionistico», ha commentato del broker Aurel Bgc. Il rapporto sui posti di lavoro arriva un giorno dopo che la Federal Reserve ha rallentato i rialzi dei tassi e ha confermato che continuerà a combattere l'inflazione.

Wall Street ha reagito con una flessione, causata anche dalle trimestrali negative delle big tech. A un'ora dalla chiusura il Dow Jones cedeva lo 0,33% e il Nasdaq perdeva un punto percentuale. Il dollaro si è rafforzato sulle altre valute e l'euro è calato a 1,08 sul biglietto verde.

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