Ecopass per diesel 4 negozianti in trincea: "Aumenteremo prezzi"

Lega e Pdl firmano la tregua sul ticket: una task force per studiare le ipotesi per il 2011. E frenare le fughe in avanti dei partiti Via subito le deroghe, ma l’Unione del commercio chiede un incontro: «Tutelare i furgoni o c’è il rischio che lievitino i prezzi»

Ecopass per diesel 4 
negozianti in trincea: 
"Aumenteremo prezzi"

La maggioranza firma una tregua su Ecopass. Via subito le deroghe ai diesel Euro 4 (la delibera andrà in giunta venerdì, ci vorrà una decina di giorni perchè il pagamento entri in vigore) ma sul futuro del ticket comincerà a lavorare da subito una commissione tecnico-politica, presieduta dagli assessori Riccardo De Corato e Paolo Massari e composta da rappresentanti di Pdl, Lega e Udc e di Atm. Studieranno su dati reali la soluzione anti-smog più efficace da scrivere nel programma elettorale del 2011. Quattro opzioni, come ha anticipato il sindaco: centro chiuso alle auto, targhe alterne, pollution charge (Ecopass su un’area più vasta, ma pagano solo i mezzi più inquinanti) o congestion charge (pagano tutti, ma meno). La maggioranza «si è dimostrata compatta nella volontà comune di rafforzare le politiche ambientali. É una risposta politica alle critiche mosse contro l’amministrazione sulle esitazioni su questo fronte». Anche se la task force, istituita ieri al vertice tra Letizia Moratti e i colonnelli della maggioranza, suona come l’escamotage per «congelare» le polemiche e impedire fughe in avanti (della Lega) almeno fino a febbraio-marzo, quando si dovrà scegliere che strada pigliare. Si riaprirà la battaglia, ma un pezzo di campagna per le comunali intanto se ne sarà andata. Ieri il Carroccio ha già chiarito che di congestion charge è inutile parlare: «Milano soffre ogni giorno di 700mila auto che vengono da fuori ma in questa situazione economica non è il caso di chiedere altri sacrifici a chi già sta pagando tanto - puntualizza il capogruppo Matteo Salvini -. Ecopass è un test superato, bisogna guardare avanti, la commissione studierà come è possibile chiudere il centro storico». Il coordinatore milanese del Pdl Ignazio La Russa frena l’ennesima fuga in avanti della Lega: «Se stiamo facendo lavorare un comitato di esperti, mettere il carro davanti ai buoi non lo fa marciare veloce. Ecopass avrà bisogno di una verifica elettorale: può darsi che nel 2011 esisterà ancora ma anche che ci siano altre soluzioni». Sull’eliminazione delle deroghe «ho visto tutti d’accordo senza se e senza ma e allora anch’io mi sono detto disponibile». Solo il capogruppo comunale del Pdl Giulio Gallera è tornato a chiedere uno slittamento a ottobre, ma da Luigi Casero a Mariastella Gelmini, nessuna voce a favore. E il sindaco (che prima dell’incontro ha visto nel suo ufficio Salvini) ha ricordato a tutti la sentenza del Tar attesa l’8 giugno su un ricorso della mamme anti-smog e gli avvisi di garanzia a carico suo, del Pirellone e della Provincia sulle politiche ambientali.
Giudizio «negativo sull’abolizione delle deroghe» dal consigliere del Pdl Carlo Fidanza, «è una scelta difficilmente comprensibile, sapevamo dall’inizio che gli Euro 4 senza filtro inquinano più di altri mezzi a benzina più vecchi ma abbiamo deciso di esentarli per non gravare su chi ha comprato da poco l’auto nuova e non ha potuto installare il Fap per l’indisponibilità sul mercato. Non è cambiato nulla e se fossi in loro mi sentirei preso in giro». Sono 14mila gli Euro 4 immatricolati in città - 4mila sono veicoli commerciali - salvi invece gli euro 5 (tutti furgoncini). Al vertice La Russa ha ammesso che «in altre occasioni abbiamo ampiamente tutelato i commercianti, è ora di “bastonare“ pure loro». Ma l’Unione del commercio tenta di salvare la categoria: «Prima di venerdì chiederemo un incontro - anticipa Simonpaolo Buongiardino -, la restrizione avrebbe impatto pesante su chi fa un servizio di rifornimento e la spesa rischia di scaricarsi sul costo finale». I consiglieri Pdl Alessandro Fede Pellone, Gallera, Fidanza e Marco Osnato hanno firmato ieri un’interrogazione per sapere «se si possono installare i filtri e se i commercianti hanno accesso ai fondi regionali, o c’è il rischio che a “pagare“ siano i consumatori».

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