Doppia vittoria per Romney Ma Santorum non demorde Occhi sul "Supermartedì"

Romney si impone di misura su Santorum in Michigan. Vittoria netta in Arizona. Tra sette giorni, nel Super Martedì, si vota in 10 Stati. ELEZIONI USA 2012

Doppia vittoria per Romney Ma Santorum non demorde Occhi sul "Supermartedì"

Scampato pericolo per Mitt Romney: ha vinto le primarie in Arizona e Michigan e, anche se la corsa è ancora lunga, si riappropria del ruolo di frontrunner, il candidato da battere. Se fosse uscito sconfitto dal Michigan, dov'è nato e dove suo padre è stato governatore, per lui sarebbe stato un colpo durissimo, quasi mortale. Invece, faticando non poco e attingendo a piene mani dai suoi fondi, è riuscito a imporsi con il 41,1% dei voti, contro il 37,9% di Santorum (Ron Paul 11,6%, Gingrich 6,5%). Non è un trionfo ma una vittoria sì. Ed è questo che Romney voleva: ripartire, con slancio, in vista del Supermartedì (3 marzo), quando si voterà in dieci Stati:  Alaska, Georgia, Idaho, Massachusetts, North Dakota, Ohio, Oklahoma, Tennessee, Vermont e Virginia. Gli occhi sono tutti puntati sull’Ohio, uno dei cosiddetti swing state, cioè non classificabile come notoriamente democratico o repubblicano, ma il cui voto è decisivo per stabilire l'esito delle elezioni. Vincere in Ohio sarebbe un ottimo biglietto da visita per conquistare la nomination e andare a sfidare Obama.

Vittoria più netta nelle primarie dell'Arizona, dove Romney ha ottenuto il 47,3% dei voti, staccando Santorum al 26,6% (Gingrich 16,2, Ron Paul 8,4%). Se il risultato in Arizona era scontato (alla vigilia i sondaggi davano all’ex governatore del Massachusetts un vantaggio di oltre 15 punti), in Michigan la partita era apertissima. E nello stato dell'automobile (e della dura crisi degli ultimi anni), sono stati profusi sforzi senza precedenti. Alla fine lo scarto è stato inferiore a quello che l’ex governatore inflisse nel 2008 al futuro candidato repubblicano John McCain, ma come Romney ha ammesso, contava solo vincere "di quel tanto che basta e questo è quello che importa".

Romney all'attacco di Obama

Puntuale come sempre anche stavolta, messa in tasca la vittoria, Romney si prodiga in un duro affondo su Obama: "La sua presidenza è un fallimento. Obama ci porta al declino. Non potremmo sopportare una sua rielezione". Parlando a Detroit ai suoi fan in delirio per la duplice vittoria, Romney critica l’inquilino della Casa Bianca su tutta la linea: dalla politica economica, a quella fiscale, a quella energetica. Poi, con sottile ironia, utilizza come un boomerang il vecchio slogan di Obama: "Yes we can. Lo rimanderemo a casa".

Santorum non demorde

L'ultraconservatore Rick Santorum parlando in un hotel nel centro di Grand Rapids, in Michigan, promette ai suoi sostenitori che continuerà a combattere: "Un mese fa non sapevano chi eravamo, ma adesso lo sanno".

Fuori programma manette a una giornalista

Nel corso dei festeggiamenti per la vittoria di Romney in Michigan una giornalista dell’Economist, Natasha Loder, è stata ammanettata e portata via da un poliziotto. La reporter non aveva il pass per assistere al discorso dell’ex governatore del Massachusetts nel suo quartier generale, a Novi. Ma visto che c’erano molti posti vuoti, insieme ad alcuni colleghi ha chiesto di poter entrare. Al diniego degli agenti, per protesta si è seduta in mezzo al corridoio e a un poliziotto che la invitava a rialzarsi ha risposto: "Perché non mi arresti?". A quel punto è stata ammannettata e portata via, ma dopo poco è stata rilasciata. Un portavoce di Romney ha detto all’Huffington Post che "la questione riguarda strettamente la polizia".

Commenti