Fiducia mai così bassa da tre anni: italiani sempre più "eurodistanti"

Solo il 38% degli italiani ha fiducia nelle istituzioni Ue. Tra gli elettori, più scettici quelli del centrodestra. Consenso in calo a causa del Qatargate e delle mancate risposte sul tema migranti

Fiducia mai così bassa da tre anni: italiani sempre più "eurodistanti"

L'Europa degli scandali, dei diktat e delle risposte inefficaci non piace agli italiani. La fiducia dei nostri connazionali nei confronti dell'Unione europea è calata drasticamente, registrando il dato più basso degli ultimi tre anni. Un sondaggio realizzato da Demos sull'argomento riferisce che solo il 38% degli intervistati si riconosce nell'Ue, a conferma di un atteggiamento di distacco accentuatosi progressivamente e sull'onda dell'attualità. Gli elettori infatti osservano, seguono e giudicano quel che accade a Bruxelles, considerando gli effetti che le politiche europee producono. Secondo gli esiti della recente rilevazione, a inizio 2023 l'apprezzamento nei confronti delle istituzioni europee ha avuto un calo generalizzato e trasversale anche rispetto alle appartenenze politiche.

Cala la fiducia degli italiani

Gli euroscettici più convinti sono nello specifico gli elettori della Lega, convinti solo per il 20% delle politiche Ue. La fiducia nelle istituzioni europee è scarsa anche nell'elettorato di Forza Italia (31%), mentre cresce - se pur di pochissimo - tra i sostenitori di Fratelli d'Italia. Per questi ulimi, l'euro-consenso è salito dal 31% dello scorso anno al 33%, dato probabilmente dovuto al fatto che il premier Giorgia Meloni sia riuscito ad avviare un dialogo schietto con le istituzioni di Bruxelles.

Nei partiti d'opposizione, i più diffidenti nei confronti dell'Ue sono i grillini (passati da un gradimento del 45% al 33%). Decisamente euro-convinti, invece, gli elettori del Pd. Tra i dem la fiducia verso le politiche dell'Ue rimane elevata (70%), ma anche in questo caso con una leggera flessione rispetto al passato. Massimo sostegno all'Ue anche da parte degli elettori del terzo polo (per il 72% euro-entusiasti).

Chi sono gli euro-scettici

Nell'analisi per classi d'età, l'esito del sondaggio è altrettanto significativo: a nutrire maggior scetticismo verso l'Europa risultano i giovani-adulti ormai avviati alla carriera lavorativa e impegnati a costruirsi un futuro. Nella fascia 30-44 anni, solo il 32% degli intervistati si è dichiarato fiducioso dell'Ue. Anche nella fascia 45-54 anni, consenso ai minimi: fermo al 34%. Salendo d'età la tendenza rimane pressoché invariata. Diversamente, a dichiararsi più europeisti sono stati i giovanissimi tra i 18 e i 29 anni (fiducia al 58%): quelli che, in sostanza, non rientrano ancora appieno nel ceto produttivo e che certe questioni le osservano da lontano.

I motivi della scarsa fiducia

Ma quali sono i motivi dell'accresciuto euro-scetticismo degli italiani? La guerra in Ucraina, rispetto alla quale l'Europa non ha svolto un ruolo negoziale, ha certamente fiaccato la fiducia nei confronti delle istituzioni di Bruxelles. Ma le ragioni più profonde della disaffezione sarebbero da rintracciarsi altrove. Con ogni probabilità ad abbattere il consenso è stato il Qatargate, il più grave scandalo politico-finanziario avvenuto sotto le insegne europee. Ma anche le risposte insufficienti (o addirittur assenti) dell'Ue sul tema migranti riteniamo abbiano contribuito a delegittimare il ruolo dell'Europa proprio sul finire nello scorso anno e all'inizio del nuovo. E pure i diktat senza senso sull'alimentazione e le case green (per queste ultime si prospettava un intervento già a fine 2022) supponiamo abbiano sgretolato l'europeismo degli italiani.

E chi interpreta la recente disaffezione come un rigurgito populista si sbaglia di grosso.

A essere messa in discussione, infatti, non è l'appartenenza all'Europa ma l'efficacia e la credibilità delle politiche comunitarie Ue. Se vi fosse un ipotetico referendum per uscire dalla Ue, come avvenuto in Gran Bretagna, oltre 7 intervistati su 10 hanno affermato senza che voterebbero "no".

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