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"Queste follie hanno stufato". La reazione di FdI al diktat woke al Kosovo

Il capodelegazione di Fratelli d'Italia Carlo Fidanza in tackle: "È l’apoteosi dell’ideologia woke travestita da istituzione"

"Queste follie hanno stufato". La reazione di FdI al diktat woke al Kosovo
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Le follie woke dell’Ue sono ormai all’ordine del giorno. Come raccontato da Francesco Giubilei sul Giornale oggi in edicola, Bruxelles ha inviato un documento al governo del Kosovo che prevede l’obbligo di adottare un lessico woke. Un vero e proprio diktat, in ballo c’è l’ingresso nell’Unione. E quindi stop a termini come “marito e moglie”, “uomo” e “patria”, meglio optare per alternative più inclusive. Il nadir del buonsenso. Ma c’è chi non resta in silenzio.

Non si è fatta attendere la reazione di FdI e del gruppo Ecr. "È l’apoteosi dell’ideologia woke travestita da istituzione: come denuncia l’amico Francesco Giubilei sul Giornale, un documento impone ai Paesi che vogliono entrare nell’Ue di abbandonare termini come 'marito e moglie', 'padre e madre', 'signori e signori', 'patria'" l'affondo di Carlo Fidanza, capodelegazione del partito di Giorgia Meloni al Parlamento europeo: "Obbligatorio, insomma, il lessico woke, con tanto di benedizione delle Nazioni Unite. E con un progetto costato 1.5 milioni di euro, il 'Gender Equality Facility', pagato naturalmente dai cittadini europei. Queste follie hanno stufato".

La notizia sta facendo discutere in rete. E le critiche a Bruxelles sono parecchie.

"Poveri soldi nostri" l'amaro commento di un utente di X. E c'è anche chi rilancia: "Nella mia amministrazione pubblica ci sono corsi OBBLIGATORI di linguaggio inclusivo PREGNI DI IDEOLOGIA WOKE. Ci formattano il cervello!". Insomma, le polemiche sono all'inizio.

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