Sono state numerose le critiche piovute su Ilaria Salis dopo il parallelismo azzardato tra gli scafisti di migranti e coloro che, durante la Seconda Guerra Mondiale, aiutavano gli ebrei a scappare oltre confine. In tanti hanno trovato inopportuno che Salis abbia cercato quasi una giustificazione all'operato dei passeur e degli scafisti, definendoli come "chi organizza l'attraversamento di un confine chiuso, per persone che hanno scelto volontariamente di partire e pagano per il servizio. Un servizio basato sul consenso e che non avrebbe motivo di esistere se ci fossero vie legali e sicure per la migrazione. Questo non significa che tutti gli smuggler siano brave persone, per carità non è così, ma la categoria non dev'essere confusa con quella dei trafficanti".
Proprio a fronte delle proteste, Salis ha voluto ribadire il suo concetto, difendendosi dalle critiche, andando a recuperare i ricorsi storici di quando, a Ventimiglia e dintorni, scrive l'europarlamentare di Avs, "pescatori e montanari organizzarono reti clandestine per facilitare la fuga in Francia degli ebrei attraverso un confine chiuso e militarizzato. Compievano un’azione illegale, ma eticamente giusta. Di norma, come riportano le fonti storiche, si facevano pagare per il servizio offerto". E ha poi specificato che gli antifascisti "quando si trovavano davanti persone che non potevano permettersi la tariffa, le accompagnavano comunque, senza chiedere nulla". La percezione è che Salis, accortasi di aver fatto un parallelismo molto scivoloso, stia cercando in ogni modo di recuperare e di "parare i colpi", come si evince anche dal passaggio successivo.
"Quegli antichi 'scafisti' e 'contrabbandieri' del Ponente ligure, di mare e di terra, erano criminalizzati dal regime di Mussolini e braccati dalla sua polizia. Contribuirono a salvare migliaia di vite innocenti che, in assenza di vie legali e sicure per migrare, erano costrette ad affidarsi a loro per evitare la persecuzione. Ieri bollati come traditori della Patria, oggi – ancora per quanto? anche dal governo Meloni? – celebrati come giusti. Chiediamoci se quella storia sia davvero finita, oppure se continui sotto altre forme", ha concluso Salis.
Ancora una volta, era forse meglio chiudere il discorso così com'era, piuttosto che aggravarlo con ulteriori specifiche che dimostrano solo la smania di giustificare un fenomeno, quello delle migrazioni irregolari, che non può essere in alcun modo inserito nel recinto della legalità. È difficile credere che Salis sia realmente convinta che gli ebrei perseguitati siano paragonabili ai migranti che arrivano in Europa e che gli scafisti forniscano un servizio.