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Quella famiglia di spie è veramente "Unfamiliar"

La serie tv tedesca racconta una Berlino cupa dove una nuova Guerra fredda costa molto sangue

Quella famiglia di spie è veramente "Unfamiliar"
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La gran massa delle serie che parlano di spie e affini è di produzione anglosassone, statunitense o britannica che sia. Non stupisce c'è la tradizione di James Bond, l'affascinante storia della Cia, la potenza produttiva di Hollywood. Eppure se c'è un luogo in cui ha senso ambientare storie di spionaggio è la Germania. Per la sua lunga storia di divisione tra Est e Ovest - persino Putin quando era un agente prestò servizio lì - e per la sua rilevanza industriale nel sistema Europeo. È da poco però che i tedeschi si sono impossessati del genere. A partire da una serie come Kleo (2022) ambientata proprio sui danni residui della Guerra fredda.

Ora arriva un'altra serie di spionaggio tutta made in Germany: Unfamiliar (Netflix) che da una declinazione tutta teutonica di un classico del genere: gli agenti usciti di scena ma perseguitati dal loro passato. La trama ruota attorno a Simon e Meret, una coppia che da anni ha abbandonato il servizio attivo e si dedica ad un business parallelo ma redditizio. I due gestiscono un rifugio segreto nel cuore di Berlino, chiamato il nido. Un luogo pensato per accogliere persone in fuga che non devono essere trovate (ovviamente dietro lauto compenso). A lato degli affari veri scorre la loro vita di copertura e la vita familiare, apparentemente protetta e fondata sull'amore per la figlia, ignara di tutto viene però sconvolta all'improvviso. Ad un certo punto arriva la telefonata di un potenziale cliente e cambia tutto. Il cliente non è un cliente ma un killer mandato appositamente per liquidare i due vecchi agenti e la copertura salta. Da quel momento, la minaccia non riguarda solo loro, ma soprattutto l'unica cosa buona della loro vita, la bambina. Il tutto a partire da una missione di 16 anni prima che li aveva contrapposti a uno degli agenti più spietati del Gru (Direzione generale per le informazioni militari) di Mosca e coinvolgeva anche il capo dei servizi tedeschi.

Questo è quello che si può raccontare senza rovinare la visione, quel che conta è che il prodotto ha belle scene

d'azione senza costringere troppo lo spettatore alla sospensione dell'incredulità e con quella dose di psicologia dei personaggi che spesso nei prodotti americani manca. Per una volta non un prodotto fatto con lo stampino.

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