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Tosse secca e affanno, i sintomi della polmonite interstiziale che ha colpito Baglioni

Nelle forme acute, come quella che ha colpito il cantante, può comparire affanno anche a riposo: segnale che richiede una visita specialistica, seguita da radiografia, tac e test della funzionalità respiratori. Tutto quello che c'è da sapere

Tosse secca e affanno, i sintomi della polmonite interstiziale che ha colpito Baglioni
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Una forma di infezione da non sottovalutare. E che, a seconda dell'età, può richiedere tempi di recupero più lunghi. I sintomi iniziali della polmonite interstiziale, una forma di infezione che interessa la struttura profonda del polmone, che ha colpito Claudio Baglioni in forma acuta, sono tosse secca, malessere, dolore al petto e febbre. Ma il vero campanello d'allarme è la dispnea, ovvero la mancanza di fiato anche a riposo, che può peggiorare rapidamente.

"L'artista sembra aver risposto alla terapia antibiotica - spiega all'ANSA Francesco Blasi, ordinario di Malattie dell'Apparato Respiratorio all'Università degli Studi di Milano ed ex presidente della European Respiratory Society - ma in un uomo di 75 anni i tempi di recupero possono essere lunghi, tanto più per un cantante, per il quale la funzionalità respiratoria è essenziale. Il periodo più delicato resta il primo mese, durante il quale occorre evitare stress e situazioni a rischio per scongiurare complicazioni o eventuali recidive".

Le polmoniti provocano ogni anno in Italia 150mila ricoveri e circa 10mila decessi. Possono esser causate da batteri e virus. La forma classica è un'infiammazione che colpisce gli alveoli, le piccole 'camerè in cui avviene lo scambio di ossigeno ed è in genere provocata dallo streptococco pneumonie, batterio che ha sviluppato resistenza ai farmaci ma per il quale c'è un vaccino. "Quella interstiziale invece - precisa Blasi, che dirige la Struttura di Pneumologia dell'Irccs Ca Granda Ospedale maggiore di Milano - colpisce l'intelaiatura che mantiene la struttura e l'elasticità del polmone, ovvero la struttura di sostegno del degli alveoli". I sintomi tendono a comparire gradualmente: tosse secca, più intensa durante la notte, dolore toracico e febbre.

Nelle forme acute, come quella che ha colpito Baglioni, può comparire affanno anche a riposo, segnale che richiede una visita specialistica, seguita da radiografia, tac e test della funzionalità respiratoria. Prima si interviene e meglio è, perché nelle forme acute il quadro può peggiorare in pochi giorni. La capacità di risposta dipende dall'età del paziente e dalla rapidità con cui viene trattata: alcune forme possono lasciare esiti permanenti. Le terapie sono quelle antibiotiche unite, nei casi più gravi, ai corticosteroidi per ridurre l'infiammazione. Quando c'è una riduzione dell'ossigenazione diventa necessaria l'ossigenoterapia o il supporto ventilatorio.

Anche dopo la guarigione è necessaria prudenza. Baglioni ha ricevuto una prognosi di 90 giorni. Per recuperare le funzioni, particolarmente importanti nel caso di un cantante, si può ricorrere alla fisioterapia respiratoria.

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