Il "Festival dei Due Mondi" rinasce nel segno di Veaute

La nuova responsabile della rassegna lancia un programma molto sperimentale

Il "Festival dei Due Mondi" rinasce nel segno di Veaute
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Più di sessanta spettacoli in diciassette giorni, più di cinquecento fra attori, cantanti, ballerini, artisti d'ogni genere. È la sessantaseiesima volta che il sipario si alza (dal 23 giugno al 9 luglio) sulla rassegna teatrale più antica, e per molti versi più prestigiosa, d'Italia: il Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Dagli anni gloriosi e irripetibili del fondatore, Giancarlo Menotti, a quelli della lunga crisi guidata dal figlio Francis; dal decennio della rinascita firmata Giorgio Ferrara, al triennio delle limitazioni Covid, ecco che finalmente la nuova responsabile della rassegna, Monique Veaute, ha avuto la possibilità di compilare un programma pienamente operativo. E stilisticamente molto diverso, com'è ovvio che sia, da quello dei suoi predecessori, indirizzandosi soprattutto verso la sperimentazione.

I progetti previsti, dunque, presentano in gran parte l'incognita - ma anche l'interesse - che è connaturata con la novità. I titoli più interessanti sembrerebbero quelli musicali e teatrali. Tornerà finalmente l'opera con un titolo storico per Spoleto (celebre l'edizione del '66 con la regia di Menotti): il Pelléas er Mélisande di Debussy, il 24 e 25 giugno, interpretato da Bernard Richter e Patricia Petibon. Quindi i concerti di apertura (il 23) e chiusura (il 9 luglio) diretti rispettivamente da Jakub Hrusa, con musiche di Janacek, e Antonio Pappano, su musiche di Mahler. Numerosi i testi accattivanti nel settore prosa. Dopo Il gabbiano dell'anno scorso, dal 24 Leonardo Lidi tornerà a dirigere Checov con Zio Vanja; il 29 Alessandro Baricco presenterà, assieme a Stefania Rocca e Valeria Solarino, Tucidide. Atene contro Melo; mentre l'8 luglio ci sarà l'esordio alla regia teatrale dell'attore Luca Marinelli che dirigerà Una relazione per un'accademia, trasposizione di un racconto di Kafka, e il 5 luglio Silvio Orlando, che interpreterà per la regia dell'autore Pablo Remon, Ciarlatani, satira del mondo sul teatro e dell'audiovisivo.

Nella danza spiccano i nomi del colombiano Fernando Montano (2 luglio) in Buena Ventura, coreografia da lui appositamente creata per il festival che unirà assieme danza classica, moderna, tango e folklore americano, e quello di Benjamin Millepied (25 giugno) che proporrà la coreografia Unstill Life. Un'altra novità sarà infine, dal 30 giugno, anche Into the hairy che la coreografa Sharon Eyal ha costruito sulla musica elettronica della britannica Koreless, con i costumi della Christian Dior Couture.

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