Francia, il figlio di Sarkò lascia Era accusato di nepotismo

Il figlio del presidente rinuncerà
alla presidenza dell’Epad, l’ente pubblico che gestisce il quartiere de
<em>La Defense</em>. Accuse troppo pressanti 

Parigi - Jean Sarkozy, figlio del presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, rinuncerà alla presidenza dell’Epad, l’ente pubblico che gestisce il quartiere parigino degli affari de La Defense. Lo affermano fonti informate vicine alla vicenda, sulla quale si sono scatenate negli ultimi giorni accuse di "nepotismo". La scalata programmata del figlio minore del presidente, al secondo anno di giurisprudenza, alla testa del più grande quartiere d’affari europeo, aveva provocato un terremoto negli ambienti politici.

Le proteste Dall’opposizione di sinistra si erano levate molte proteste, ma anche nell’Ump - il partito della destra di governo di Sarkozy - e nell’opinione pubblica, la scelta era stata molto criticata. Secondo i progetti iniziali, Jean Sarkozy avrebbe dovuto essere eletto venerdì a Nanterre amministratore dell’Epad dalla maggioranza di destra al Consiglio generale del dipartimento Hauts-de-Seine, quello di Neuilly-sur-Seine, da sempre feudo di famiglia. Sarebbe stata la tappa intermedia sulla strada dell’elezione alla presidenza dell’Epad, il 4 dicembre. 

La difesa del presidente Dopo le pesanti accuse di nepotismo Sarkozy era passato al contrattacco, difendendo con forza la candidatura del figlio alla guida dell’ente, uno dei più importanti distretti finanziari europei. Ma la polemica aveva subito varcato le frontiere francesi raggiungendo proporzioni internazionali, con la stampa del mondo intero che ironizzava sulla "folgorante" carriera del "Piccolo principe" Jean Sarkozy, seminando imbarazzo tra diversi esponenti dell’Ump, il partito del presidente.

 

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