L'uomo del whisky spiega il whisky

Non una banale storia dell'uisge beatha, ma un manualetto in cui si spiegano con grande chiarezza i segreti del più complesso fra i distillati

L'uomo del whisky spiega il whisky
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Se pensate di amare l'Oban o il Talisker solo perché avete gusti fini, siete fuori strada. In realtà, tutti noi che abbiamo imparato ad apprezzare i single malt lo dobbiamo al lavoro di un gigante del mondo del whisky: Franco Gasparri. Ovvero l'«ambasciatore» del colosso Diageo in Italia per decenni, ovvero l'uomo che con pazienza, chiarezza e passione ha contribuito a diffondere il verbo di Lagavulin & C.

Franco è un omone la cui competenza è pari solo alla bonomia, il che è raro. Da qualche anno è in pensione (ha lasciato il testimone al figlio Andrea) e nella sua seconda vita si è reinventato prima selezionatore di barili, imbottigliando una serie di whisky con il brand «The art collection», e poi scrittore. Con Trenta Editore, la casa editrice di Barbara Carbone specializzata nel food & beverage, ha appena pubblicato «Whisky Mania, l'affascinante viaggio di un distillato dalla Scozia all'Italia» (178 pagine, 20 euro). Non una banale storia dell'uisge beatha, ma un manualetto in cui si spiegano con grande chiarezza i segreti del più complesso fra i distillati.

La prefazione è di Marco Cremonesi, giornalista del Corriere e scrittore; il resto è farina del sacco - o whisky del barile - di Franco. L'«invenzione» dello Scotch nel 1494, le differenze fra blended e single malt e fra whisky e whiskey. E ancora la produzione illustrata senza troppi tecnicismi, i giapponesi, il bourbon americano, fino al whisky italiano. Quello storico, ma anche il boom attuale, con le nuove distillerie sorte negli ultimi dieci anni da Puni a Strada Ferrata.

L'ultima sezione è tutta dedicata ai cocktail e soprattutto a un concetto che Franco ha portato avanti in solitaria per anni e che ora trova finalmente terreno fertile: l'abbinamento fra whisky e cibo, per un pairing a tutto pasto. Una «eresia» diventata realtà.

Non per caso la presentazione-degustazione del libro si è tenuta a Milano da «Pit beef», il locale di Giulio Bisogni e della moglie Lucia, l'unico in Italia a proporre un menu di carne e whisky. Perché le vie del malto sono infinite, abbastanza per trasformare una passione in mania.

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