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«Gordon Brown era matto, cattivo e pericoloso»

Londra Tony Blair pensava che Gordon Brown fosse «matto, cattivo, pericoloso e senza alcuna speranza di riscatto» e che a volte si comportasse come un mafioso, «aggressivo e paranoico». Ad affermarlo è Peter Mandelson, l’ex ministro delle Attività produttive, nel terzo estratto del suo libro «The Third Man» pubblicato ieri dal Times, che gli dedica un titolone di prima pagina («Matto, cattivo e pericoloso», appunto).
Secondo Mandelson, ex braccio destro di Blair nei primi anni del governo laburista inaugurato dopo il trionfo elettorale del 1997, nel 2003 l’allora primo ministro ed il suo cancelliere stabilirono un accordo che prevedeva che Blair non si sarebbe candidato per un altro mandato e avrebbe ceduto il posto a Brown. Ma le cose non andarono così e già nel 2004 le intenzioni di Blair di ricandidarsi si fecero palesi, provocando un acceso conflitto tra i due.
Fu allora, rivela Mandelson, che i consiglieri di Blair suggerirono di dividere in due il ministero del Tesoro, allora nelle mani del futuro primo ministro, sottraendogli così il controllo sulla parte relativa alle riforme finanziarie. Piano seccamente rifiutato da Brown, a cui la proposta arrivò da Blair stesso.
Da quando Blair confermò di volersi ricandidare quindi, secondo il racconto di Mandelson, Brown ostacolò il lavoro del primo ministro, opponendosi a una serie di riforme; tanto che Blair confessò diverse volte a Mandelson di temere che l’allora cancelliere volesse liberarsi di lui.
Nelle memorie di Lord Mandelson, il piano concepito dai fedeli di Blair per mettere ai margini Gordon Brown aveva un nome volutamente innocente: Operazione Orsacchiotto. Ne conoscevano i dettagli soltanto Blair e quella manciata di persone, tra cui lo stesso Mandelson, che avevano provveduto al suo concepimento. Un intrigo segreto che aveva un solo scopo: contrapporsi attivamente all’ormai chiara intenzione di Brown di far fuori politicamente Tony Blair per prendere il suo posto al vertice del partito e del Paese.
Non avendo avuto successo il progetto di spezzare in due il ministero del Tesoro, in un’altra occasione i consiglieri di Blair ipotizzarono di spostare Brown al ministero degli Esteri. Ma Blair rifiutò, temendo che questo avrebbe provocato le dimissioni del suo compagno di partito, il che avrebbe creato una minaccia persino maggiore.
Il libro di Mandelson riporta una serie di giudizi taglienti espressi da Blair sul suo rivale e sulle sgradevoli situazioni che si creavano in continuazione tra il leader laburista e Gordon Brown.

«Crede di essere infallibile»; «Di fatto si comporta come se fosse in sciopero»; «Ha uno stile da mafioso»; «Mi ha minacciato apertamente, esplicitamente»; «La nostra situazione ricorda una storia d’amore finita male». Malissimo, in effetti.

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