Se c'è una cosa che gli italiani hanno capito è che per la sinistra lo Stato non può reagire alla violenza di anarchici e autonomi. La polizia e i carabinieri devono prendere le botte perché qualcuno si è inventato lo Stato fascista. Quando invece le camicie nere di questi tempi bui sono le loro. Insieme a caschi, mazze, molotov e bombe carta. Chiamano la libertà Askatasuna. Ma si traduce dichiarazione di guerra allo Stato liberale. La Salis tedesca finisce in carcere per quello stesso martello che è valso alla prode Ilaria italiana la poltrona dell'Europarlamento. E questo ci dà la misura di chi siamo davvero. Siamo i più garantisti d'Europa. Fino a sembrare fessi. Ben vengano, dunque, le nuove norme. Meditate. Democratiche. Discusse con il Colle. E, parere mio, perfino troppo blande. E ben venga pure il no dell'opposizione. Perché fa chiarezza su chi sta con chi in un'Italia in balìa di maranza, immigrazione clandestina, islamisti radicali e centri sociali. Ci fa capire che Paese progetta la sinistra di oggi per noi. E ci spiega perché la condanna per la vergogna di Torino sia durata poche ore. La sinistra che ha dato dell'assassino al carabiniere che ha inseguito Ramy nella notte di Milano non poteva che fare così. In fondo quella piazza è rossa. E, a differenza degli anni Settanta, il Pd di Elly Schlein non ha la forza di prendere le distanze.
Perché l'ossessione per Giorgia Meloni acceca quel che resta dei progressisti. E finisce per farne emergere la nuova natura: stare con i ladri e non con le guardie. Anzi, con quei giovani italiani che rischiano la vita per difenderci.