«La premier riferisca in Parlamento». Mancava soltanto il mantra scandito ciclicamente dalla sinistra a sigillo dell'ultima fake news diffusa contro Giorgia Meloni. Finita nell'occhio del ciclone mediatico, dopo che alcuni profili social, caratterizzati da immagini a 5 stelle e dichiarazioni d'amore politico per il partito di Conte, hanno diffuso una foto, diventata virale, della presidente del Consiglio insieme a suo «padre».
Non intelligenza artificiale, ma deficienza naturale al servizio della tempesta di fango contro Meloni, la quale, di fronte alla bassezza dell'operazione, ha relegato l'ennesimo tentativo di delegittimazione a becero cabaret. «In queste ore alcuni utenti stanno diffondendo una foto di qualche anno fa che mi ritrae con Marco Squarta, parlamentare europeo di Fratelli d'Italia, sostenendo addirittura che si tratterebbe di mio padre», ha scritto ieri il premier italiano sui social. «Il tutto per sostenere che avrei mentito in Aula quando ho detto di non averlo più visto da quando avevo 11 anni». «Per la cronaca - puntualizza - Marco Squarta è anche più piccolo di me. Certo, capisco
che da quella foto qualcuno avrebbe potuto scambiarlo pure per mio nonno. A questo punto non siamo più nemmeno al fango. Siamo al cabaret». Mettendo così la parola fine alla tempesta mediatica che si stava tramutando in polverone politico. D'altronde, la fotografia, corredata dall'attacco destituito da ogni fondamento e partito da un anonimo profilo che utilizza il logo dei pentastellati, ormai era ovunque, suscitando commenti di odio e recriminazione contro la premier. Al punto da essere condivisa perfino da una pagina fan di un noto giornalista di sinistra, seguito da decine di migliaia di utenti. «La Meloni dice di non vedere il padre Franco dall'età di 11 anni. A me non sembra una bambina di 11 anni in questa foto, ma una ragazza sui 18 anni», scriveva uno dei profili degli investigatori da divano. «Non solo rinnega come una Giuda il padre», si legge ancora nel commento, «ma nel suo libro scrive che appena saputo della morte del padre non ha provato assolutamente nulla, dimostrazione di quanto questa donna è fredda, calcolatrice, bugiarda, falsa e cattiva». «E questa ci governa», rimarca. E viene da dire per fortuna, visto il livello di propaganda e strumentalizzazione
messo in campo da una certa sinistra che, in assenza di programmi, si attacca alle fake news. «Per due voti rinnegano anche la famiglia», lo slogan che campeggia sulla foto di un altro profilo, accompagnato dalla frase «Franco Meloni l'uomo trasportatore di Senese detto o' Pazzo». Accuse gravi che hanno mandato su tutte le furie Marco Squarta, l'europarlamentare di Fratelli d'Italia immortalato in quella foto con la premier, del 2002 durante unl congresso di Azione Giovani.
Lla foto era stata poi pubblicata da Squarta su Instagram il 17 agosto 2025, con il commento: «Con Giorgia, da sempre.
Dai vent'anni e dai primi sogni giovanili alle sfide di oggi». Per Squarta «a tutto c'è un limite», questo «non è più confronto politico, è qualcosa di molto più grave», sottolinea. «Per questo procederò per vie legali. Perché la libertà non è mentire. E il rispetto è un dovere».