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Il governo dà il via libera al decreto Primo maggio. Meloni: "Modo migliore per ringraziare gli italiani"

La premier: "Per gli insegnanti oltre 350 euro lordi in più in busta paga". Un decreto che interessa quattro milioni di lavoratori

Il governo dà il via libera al decreto Primo maggio. Meloni: "Modo migliore per ringraziare gli italiani"
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“Ci stiamo avvicinando alla festa dei lavoratori, anche quest’anno il governo ha deciso di celebrare questa importante ricorrenza con dei provvedimenti dedicati al mondo del lavoro. Pensiamo che sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro a fare grande la nostra nazione". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, che si è presentata in conferenza stampa dopo il Cdm che ha varato il decreto lavoro "in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale" in vista del Primo Maggio. La seduta è terminata dopo circa mezz'ora.

Disoccupazione ai minimi dal 2012

Un decreto che interessa quattro milioni di lavoratori. "Quando ci siamo insediati era attivo un taglio del cuneo contributivo provvisorio che sarebbe scaduto al 31 dicembre di quell'anno. Noi abbiamo deciso di prorogarlo e ampliarlo e poi di renderlo strutturale, portandolo a 7 punti con il decreto che anticipava il Primo maggio. Per un lavoratore che guadagna circa 32mila euro all'anno, il taglio del cuneo vale oggi circa mille euro in più in busta paga", ha spiegato la premier. Che poi ha aggiunto: "Per gli insegnanti oltre 350 euro lordi in più in busta paga".

La presidente del Consiglio ha tenuto a ribadire che “il decreto legge approvato è un tassello di una strategia molto più ampia che il governo ha portato avanti fino al suo insediamento, che ha l’obiettivo di sostenere la creazione di maggiore occupazione ma anche di occupazione stabile e di qualità. Strategia che sta dando i suoi frutti. I dati ci consentono di dire che oggi più di ieri l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”.

E ancora: "Noi vediamo questo provvedimento anche come un punto di partenza di un'alleanza, un patto con i corpi intermedi, le organizzazioni sindacali e datoriali, al quale ho fatto riferimento in molte occasioni: non è una vaga dichiarazione di principio. È una scelta concreta che si deve costruire provvedimento dopo provvedimento, ovviamente con chi è disponibile per questo lavoro. La sfida per un lavoro di qualità si vince solo se facciamo squadra, se lavoriamo tutti nella stessa direzione, se dimostriamo questa volontà con i fatti".

Poi la rivendicazione sul lavoro: "La strategia del governo sta dando i suoi frutti, se guardiamo a questi dati che ci consentono di dire che oggi, più di ieri, l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.

Noi abbiamo in questi anni raggiunto il record di numero di occupati; il tasso di occupazione femminile non è mai stato così alto; la disoccupazione, sia giovanile che generale, è ai minimi da sempre, è aumentato il lavoro stabile, è diminuita la precarietà, è cresciuta la percentuale del lavoro full-time, è diminuita quella del part-time. I numeri Istat, come ho già avuto modo di ricordare, certificano che rispetto all’inizio della legislatura noi abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati in più e oltre 550 mila precari in meno".

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