“Ho ascoltato la segretaria del Partito Democratico che diceva che le istituzioni devono essere unite. Speriamo". Giorgia Meloni, che questa mattina ha incontrato una delegazione del programma Farwest per esprimere la sua solidarietà all’inviata Bianca Leonardi, vittima di un'aggressione durante il corteo per Askatasuna di sabato scorso, ha ribadito che sulla sicurezza è necessaria “chiarezza da parte di tutti” e “un impegno comune, che è quello che io ho proposto a tutti i partiti anche dell'opposizione”. Parlando dei fatti di Torino, il presidente del Consiglio ha poi aggiunto: "Penso che non si possa arretrare, stiamo lavorando anche su questo: garantire con norme ancora più efficaci che queste cose non accadano. Ma penso che sia anche un problema di humus culturale".
Le speranze di Meloni, però, si infrangono davanti al muro delle opposizioni che, dopo le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi alla Camera, parlano di bluff e chiudono a ogni ipotesi di collaborazione e potrebbero presentare un documento comune in vista delle comunicazioni che lo stesso Piantedosi farà al Senato.
Sulle comunicazioni, a differenza dell'informativa, come spiega l’Agi, si vota e questo secondo le opposizioni è un tentativo della maggioranza di mettere in evidenza le distanze tra Pd, M5s e Avs in tema di sicurezza. Giuseppe Conte, dal canto suo, nel corso di una diretta social, illustra le proposte del M5s. "Le misure di cui stanno discutendo" nella maggioranza "sono tre: la cauzione. Se confermeranno questa misura gli organizzatori solo i miliardari potranno organizzare una manifestazione pubblica". Inoltre, "prolifereranno le manifestazioni non autorizzate”, aggiunge Conte che invita a non fare “propaganda sulle forze di polizia” attraverso “lo scudo”. “Chi può garantire che di fronte a un fatto dubbio un agente non venga indagato? Questo - aggiunge Conte - lo può decidere solo un pm, sarebbe irresponsabile prevedere un’impunibilità totale”.
Il leader del M5S, poi, affronta il tema del fermo preventivo: “Una norma che ci riporterebbe indietro nel tempo, a una legge abolita perché liberticida. Stanno creando un meccanismo parossistico per una stretta ulteriore". Conte propone, quindi, il ritorno alla perseguibilità d'ufficio e la cancellazione dell' “oscena norma Nordio-Meloni, che prevede che quando bisogna arrestare una persona occorre prima fare un interrogatorio preventivo”. Conte invita inoltre a completare la pianta organica delle forze di polizia e propone un “patto per la sicurezza” così da “creare un fondo per consentire ai sindaci e alle amministrazioni comunali maggiori investimenti per il recupero di quartieri disagiati". Secondo fonti parlamentari di Pd e Avs, però, sarebbe meglio evitare di scendere nel particolare delle singole norme e concentrarsi su un testo snello che abbia alcuni punti condivisi perché al Senato, una volta approvata la risoluzione di maggioranza, decadono tutte le altre risoluzioni. Insomma, 'impiccarsi' alle singole norme rischia di essere un assist per la maggioranza. Quella di Conte sarebbe "una fuga in avanti per rispondere ai contatti fra Schlein e Meloni", spiegano dal Senato.
Elly Schlein, ospite a Di Martedì, invece, attacca: “La sicurezza è il più grande fallimento del governo Meloni. I reati sono aumentati nel 2023, sono aumentati nel 2024. Piantedosi è stato indicato dalla Lega, che è al governo da 8 anni. Quando è che si assumeranno una responsabilità se ci sono ancora problemi di sicurezza?". E poi: "La sicurezza va garantita ed è responsabilità anzitutto dello Stato e del Ministro degli Interni. E la smettessero di prendersela con i sindaci, perché non è una responsabilità dei sindaci.
Vogliono fare qualcosa di serio sulla sicurezza? Noi abbiamo fatto con le altre opposizioni una proposta: riportino in Italia i soldi buttati, 800 milioni nei centri in Albania vuoti dove sono impiegati centinaia di esponenti di polizia. Usiamo quelli per assumere nuove forze dell'ordine, perché sono sotto organico in tutto il paese"