"Votare per cambiare o no la giustizia incide con la nostra vita quotidiana": il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini lo ha detto intervenendo a Telelombardia. Salvini ne ha parlato commentando la decisione dei giudici di un risarcimento di 76mila euro alla Sea Watch comandata da Carola Rackete. "Se tornerò ministro dell'Interno con me Rackete non avrebbe vita facile" ha detto subito aggiungendo la sua stima per Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno "in gambissima". Ma "se la politica costruisce delle leggi sulla sicurezza, possono piacere o non piacere, e poi i giudici però decidono il contrario, è complicato" ha osservato.
"È chiaro che se la politica costruisce delle leggi, poi possono piacere o non piacere. Però ci hanno votato, dobbiamo fare delle leggi sulla sicurezza perché la gente si aspetta sulla sicurezza, l'immigrazione, da Salvini, dal governo certe cose e poi i giudici però decidono il contrario, allora è complicato" ha osservato "Settantasei mila euro non fanno la differenza sul bilancio dello Stato vero però in principio non funziona" ha sottolineato Salvini che ha ricordato che all'epoca lui era ministro dell'Interno e "la signorina Rackete comandava una nave tedesca con equipaggio tedesco con 42 clandestini a bordo e io le dissi tu in Italia non vieni" e lei "entra nel porto di Lampedusa con la forza e sperona una motovedetta della guardia di finanza con 4 militari a bordo rischiando di ammazzarli e schiacciandoli contro il molo fa sbarcare i clandestini. Risultato? I giudici non condannano lei. Pensa se una nave italiana avesse speronato una nave militare tedesca o americana o cinese che fine facevano quei marinai. Noi la dobbiamo pure risarcire perché le abbiamo bloccato la barca". "Se un giorno tornerò a fare il ministro dell'Interno diciamo che le signore Rackete con me non avranno vita facile". Matteo Piantedosi "l'attuale ministro dell'Interno è persona in gambissima - ha concluso - Lavoravo con noi quando ero all'Interno. Certo che se tu fai una norma il giovedì e il giudice ti fa una sentenza il venerdì che dice l'esatto contrario è complicato".
La reazione di Piantedosi
"Noi fino adesso, e continueremo a farlo, abbiamo praticato il confronto con questo tipo di sentenze impugnandole, quindi valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio e quando è stato possibile l'abbiamo impugnato, quindi anche in questo caso faremo così". Così Matteo Piantedosi a margine dell'inaugurazione del nuovo ufficio territoriale della Questura di Roma alla Stazione Termini interpellato sulle recenti sentenze che riguardano le navi della ong Sea Watch. "Quello che voi chiamate blocco navale è un'ipotesi normativa che adesso farà il suo giro nelle aule parlamentari e quindi è una cosa completamente diversa - ha aggiunto - Io segnalo solo che con le politiche di questo governo c'è una progressiva riduzione degli arrivi irregolari. Guardate i numeri che riguardano anche quest'anno il calo degli sbarchi, quindi vuol dire che il complesso delle iniziative che stiamo mettendo in campo, anche a prescindere dalle iniziative giudiziarie, sta dando ragione alle politiche del governo", ha aggiunto.
Sul referendum poi ha dichiarato: "Io credo che un'occasione come quella referendaria sia sempre una grande opportunità per un esercizio di democrazia, dove ci si confronta nella discussione. A volte i toni tendono a inasprirsi, come è normale che sia in democrazia, da una parte e dall'altra.
La cosa bella è che tra un mese i cittadini avranno l'opportunità di confrontarsi su un progetto molto importante. L'unico invito che mi sento di fare è quello di andare a votare e votare secondo quelli che sono i propri convincimenti".