
Con l’inizio del nuovo anno scolastico 2025/2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito annuncia importanti novità sul fronte dell’organizzazione e del personale docente. A partire dal 1° settembre, oltre 41.900 nuovi insegnanti entreranno ufficialmente in ruolo, rappresentando un passo significativo verso una maggiore stabilità del corpo docente. Il dato evidenzia un aumento del 30% rispetto alle assunzioni dello scorso anno scolastico, con una copertura del 76,8% dei posti disponibili, contro il 47,6% del 2024.
Il Ministro Giuseppe Valditara ha sottolineato come questo risultato segni un’accelerazione senza precedenti delle procedure di nomina, concluse con tre settimane di anticipo rispetto all’anno precedente, e rientri in una strategia più ampia di riforma e razionalizzazione del sistema scolastico italiano. L’obiettivo, spiega, è quello di “mettere realmente al centro la persona dello studente, offrendo continuità didattica, inclusione e un sistema scolastico più stabile ed efficiente”.
Sostegno: più insegnanti, più continuità
Una particolare attenzione è stata riservata al sostegno scolastico per gli alunni con disabilità. Sono 7.820 i nuovi docenti di sostegno assunti, portando il totale degli insegnanti di ruolo a oltre 121.800. Questo consente una copertura del 95,2% dell’organico previsto, un miglioramento rispetto all’89% dell’anno precedente.
Ma la vera svolta riguarda la continuità didattica: per la prima volta, le famiglie potranno richiedere la conferma dei supplenti annuali o dei docenti nominati fino al 30 giugno. Una misura che tocca circa 58.000 insegnanti precari e che punta a garantire un percorso educativo più stabile per gli studenti con disabilità. In totale, le supplenze sui posti in deroga per il sostegno ammonteranno a circa 120.000.
Meno scuole in reggenza e nuovi docenti di italiano per stranieri
Anche sul piano della dirigenza scolastica, il Ministero segna un avanzamento importante: 326 nuove immissioni in ruolo hanno permesso di ridurre le scuole in reggenza, che passano da 468 a 403. Una riduzione di quasi il 14%, che migliora l’efficienza e la governance degli istituti scolastici.
Inoltre, per favorire l’inclusione e combattere la dispersione scolastica tra gli alunni stranieri, saranno attivati 1.000 docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda nelle scuole primarie e secondarie. Un’iniziativa che mira a rafforzare la conoscenza della lingua italiana tra gli studenti con background migratorio, rendendo l’ambiente scolastico più accessibile e inclusivo.
Un sistema scolastico più efficiente e inclusivo
Secondo il Ministro Valditara, tutte queste misure vanno nella direzione di “una scuola più giusta, moderna e centrata sulla persona”. L’incremento delle assunzioni, il potenziamento del sostegno, la riduzione delle reggenze e l’attenzione alla formazione linguistica per gli stranieri rappresentano tasselli fondamentali per un modello scolastico più stabile, inclusivo e orientato al successo formativo degli studenti.
L’anno scolastico 2025/2026, dunque, si apre
con un segnale positivo e concreto: la volontà di costruire una scuola pubblica più solida, efficiente e davvero vicina ai bisogni delle persone, a partire dagli alunni più fragili e dalle loro famiglie.