Il 25 Aprile è la data dell'insurrezione di Milano. Quel giorno i tedeschi si arresero ai partigiani. L'ordine di insurrezione era stato firmato da tre capi del Clnai (Comitato di liberazione alta italia). Erano Sandro Pertini, socialista, Emilio Sereni, comunista, Leo Valiani del partito d'Azione. Sereni era ebreo di padre e di madre. Valiani solo di madre. Anche per questo il ministro Guido Crosetto è furioso per quello che è successo sabato a Milano. Cacciare la brigata ebraica dal corteo del 25 Aprile è davvero una infamia. E di infinita ignoranza. È d'accordo, ministro? «Sì. Io dico che lo spirito del 25 Aprile non è quello di limitare la libertà. Usare il 25 Aprile come clava politica è un insulto al sacrificio di chi ha combattuto per la libertà!». Il ministro non è solo indignato, è anche stupito. Racconta, in un lungo post su X, che lui, da liberale, ha sempre festeggiato il 25 Aprile. Lo festeggiava quando era sindaco del suo comune, nei primissimi anni 90, e allora il capo dell'Anpi, Giovanni Chigo, socialista, ex partigiano (cioè uno che la Resistenza l'aveva fatta davvero) gli consegnava ogni anno la tessera onoraria dell'associazione partigiani. L'aveva consegnata negli anni precedenti anche al sindaco che era figlio dell'ex podestà. Ma allora - racconta Crosetto - nell'Anpi c'erano i partigiani veri, quelli che avevano combattuto. «Mai nessuno di loro avrebbe mancato di rispetto alla storia della Brigata ebraica che era stata al loro fianco». Che differenza c'è tra quei partigiani e quelli che oggi aggrediscono gli ebrei? «Quelli erano uomini veri - dice il ministro - persone vere, con valori veri, che avevano vissuto la Resistenza e credevano nella Giustizia e nei valori fondanti della Repubblica, non erano intolleranti ed illiberali, gentaglia come quella che abbiamo visto all'opera per reprimere la libertà di espressione: sabato gente che forse non ha mai combattuto per altro che non fosse il proprio interesse individuale ha sputato sullo spirito del 25 Aprile, senza nemmeno capirlo, senza rendersene conto».
La giornata tristissima di sabato questo ha dimostrato: che c'è un problema. Il problema non è quello della divisione tra fascisti e antifascisti, che è stato superato da anni, perché oggi in Italia non ci sono forze politiche fasciste. Il problema è che la sinistra ha abbandonato lo spirito della Resistenza, che portò i comunisti a combattere armi in pugno a fianco dei monarchici, dell'esercito, dei cattolici, dei liberali. Oggi la sinistra concepisce il 25 Aprile come una giornata di sua esclusiva proprietà, da usare per colpire e ferire i propri avversari e i valori della Costituzione.
Dice Crosetto: «Hanno mancato di rispetto agli uomini e alle donne che persero la vita nella Resistenza perché chiunque potesse manifestare la propria idea in libertà, perché gli invasori fossero respinti, perché la violenza e la forza bruta trovassero chi aveva il coraggio di fermarle. Mi spiace per queste persone ma ci sarà sempre gente che invece continuerà a combattere e morire per la libertà e la giustizia, nonostante quello che persone come loro continueranno a fare per prevaricare».