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La "zarina" di via Arenula era già nel mirino per i casi Almasri, Cospito e dell’oligarca russo

Goccia che ha fatto traboccare il vaso la frase sul "plotone"

La "zarina" di via Arenula era già nel mirino per i casi Almasri, Cospito e dell’oligarca russo
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«Zarina e accentratrice di potere» per i suoi nemici dentro il ministero della Giustizia, «bugiarda e inaffidabile» secondo i pm romani che l'hanno individuata come capro espiatorio perfetto per il pasticcio Almasri (tutto interno alla magistratura romana, ma tant'è) per cui è indagata e andrà a processo, se con o senza l'immunità lo deciderà la Corte costituzionale.

A pagare il «No» alla riforma della giustizia è anche l'ormai ex capo di gabinetto del Guardasigilli Carlo Nordio, un magistrato odiatissimo anche tra i suoi ex colleghi che in questi quattro anni scarsi al fianco del ministro le rimproverano di aver ingarbugliato dossier delicatissimi, dalla mancata consegna del criminale libico alla Corte penale internazionale alle rivelazioni di Andrea Delmastro sull'incontro tra la delegazione Pd e l'anarchico Alfredo Cospito nel carcere di Sassari che doveva restare segreto, anche se - come ci confermò l'ex Dap Sebastiano Ardita - era un segreto «rivelabile» perché ciò che ruota attorno al 41bis è politico, non giudiziario.

Galeotta la frase sui pm «plotone d'esecuzione» detta due sabati fa a una tv locale siciliana (dove ha fatto anche il giudice fallimentare), rimbalzata come contraltare alle rassicurazioni del premier sulla guerra alle toghe. «Per quelle parole mescolate alle solite fake news sui social ci ha fatto perdere 100mila voti al giorno», ci disse uno dei suoi tanti nemici.

Almasri doveva essere messo dietro le sbarre, Pg e Corte d'Appello si inventarono un potere discrezionale mal interpretando la legge 237 del 2012 con la complicità di qualche manina di Via Arenula, così il cerino è rimasto a lei per alcune ricostruzioni ai pm su ciò che Nordio sapeva o meno della vicenda, definite «intrinsecamente contraddittorie, inattendibili se non mendaci».

La sua relazione con l'avvocato siculo Gaetano Armao, potente viceré del governatore Nello Musumeci, finita anche al Csm per una storiella di alimenti non pagati all'ex moglie, gli è costata molte antipatie nella sua terra.

L'hanno accusata di aver inguaiato Nordio nel tentativo di difendere Delmastro e soprattutto Giovanni Donzelli dalla leggerezza di aver rivelato l'incontro Pd-Cospito e di aver imbracciato il mitra contro la Procura generale di Milano per la fuga dell'oligarca russo Artem Uss, accusato di frode bancaria, riciclaggio e contrabbando di armi ed evaso il 22 marzo 2023 dai domiciliari concessi forse con troppa leggerezza. Avere spesso ragione non sempre paga.

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