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Il grand tour moderno del "Mezzogiorno" negli scatti magici di Uli Weber

In un centinaio di pagine le immagini più iconiche del Sud Italia: per raccontare bellezza e contraddizioni

Il grand tour moderno del "Mezzogiorno" negli scatti magici di Uli Weber
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Un centinaio di pagine e cinquanta illustrazioni: è il Grand Tour contemporaneo che Uli Weber, 62 anni, fotografo che si divide tra Milano, Roma, il Salento, Londra e Berlino ("un bel caos") ha dedicato al nostro Sud, anzi a Il Mezzogiorno, come s'intitola il suo ultimo volume edito da Electa, con testi di Denis Curti e una riflessione di Dame Helen Miller, attrice Premio Oscar e ambasciatrice dell'associazione Save the olives (cui vanno buona parte dei proventi del libro, pagg. 112 , euro 40).

"Mi piaceva utilizzare Mezzogiorno, un termine antico, quasi desueto: si adatta bene a descrivere la complessità del Sud Italia, le sue bellezze, le sue contraddizioni", ci racconta in perfetto italiano Weber, che è tedesco di nascita ma si è formato a Roma come fotografo. "Questo lavoro è nato cinque o sei anni fa ed è un omaggio a luoghi che amo. In Italia venivo in vacanza fin da ragazzino, poi ci ho vissuto da studente, ancora oggi passo gran parte del tempo nel vostro Paese. Questo è un Grand Tour disordinato, una mappa sentimentale di posti che mi davano soddisfazione fotografica perché si riescono ancora a fotografare in modo non stereotipato".

In un racconto iconografico che invita a guardare oltre la superficie, troviamo la statale che passa per Crotone, in Calabria, i pendii meno battuti dell'Etna e scorci inusuali del Cretto di Burri a Gibellina, città che quest'anno è anche Capitale dell'arte contemporanea. E poi ancora il Gran Sasso in Abruzzo, Carloforte in Sardegna, lo stagnone di Trapani con i suoi colori al tramonto: "Nei vari viaggi fatti per questo lavoro mi interessava cogliere l'armonia del paesaggio, specie quando viene in qualche modo contaminata dalla presenza umana. Volevo fare foto per cui si capisca, senza bisogno di troppe parole, il fascino ambiguo del Mezzogiorno".

A Weber, che nel 2024 ha collaborato con il Mic e con Cinecittà per la pubblicazione, sempre per Electa, di Dive & Madrine dedicato alle madrine del Festival di Venezia di oggi e al fascino del cinema di ieri, piace lavorare su progetti lenti, a lungo respiro: "Ho abbracciato presto il digitale, che permette maggiore libertà, ma ho a lungo studiato la tecnica fotografica. Ora si pensa di poter fare tutto con l'Ia, ma si riconosce subito quando uno scatto è artificiale e quando invece, come mi è capitato per Mezzogiorno, è figlio di chilometri e chilometri macinati e di ore di attesa".

Con la sua fotografia tagliente e quasi chirurgica alternata a scatti che paiono onirici e surreali, Uli Weber ci accompagna nel suo viaggio nel Sud Italia che proprio nel Salento, dove l'artista ha casa da vent'anni, ha una delle sue tappe più significative: le ultime pagine del volume ritraggono infatti ulivi secolari nel loro splendore e poi nella devastazione causata dalla Xylella, perfetta conclusione di un volume fotografico sospeso tra poesia e testimonianza.

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