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Israele al contrattacco: triplice blitz. "È un segnale all'Iran, possiamo colpire"

L'attacco sferrato da Israele questa notte non ha avuto come unico obiettivo l'Iran, ma anche Siria e Iraq

Israele al contrattacco: triplice blitz. "È un segnale all'Iran, possiamo colpire"

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Il mondo trattiene il fiato in attesa di capire che cosa succederà adesso. Nelle scorse ore Israele ha effettuato un attacco in Iran, mettendo nel mirino una base militare situata nei pressi dell'impianto nucleare di Isfahan, a 215 miglia a sud di Teheran, e nota per alcuni importanti siti di ricerca nucleare. Il raid di Tel Aviv non ha però avuto come unico obiettivo il territorio iraniano. Ad esser colpite, infatti, sono state anche Siria e Iraq. "È stato un segnale all'Iran che Israele ha la capacità di colpire all'interno del Paese", ha spiegato una fonte israeliana al Washington Post.

L’attacco contro Siria e Iraq

Secondo quanto riportato da Cnn Turk, i droni dello Stato ebraico avrebbero colpito l’Iran ma anche obiettivi con legami con Teheran dislocati in Siria e Iraq, due Paesi in cui l'influenza iraniana è cresciuta negli ultimi anni. Fonti locali parlano di un blitz israeliano contro le posizioni dell'esercito siriano nei governatorati di Suwayda e Daraa, nel sud della Siria. I raid includono anche gli aeroporti di Al-Thaala ad As-Suwayda, Azra e Al-Thaalaha. L'Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione con sede nel Regno Unito e fonti nel Paese arabo, ha riferito che "gli attacchi israeliani hanno preso di mira una postazione radar dell'esercito siriano nella provincia di Daraa, che aveva rilevato l'ingresso di aerei israeliani nello spazio aereo siriano".

Per quanto riguarda l’Iraq, gli attacchi israeliani sarebbero avvenuti nel nord del Paese. I residenti a Erbil e Mosul hanno raccontato di aver sentito il rumore degli aerei da combattimento questa mattina presto, ed è dunque probabile che siano state colpite le aree limitrofe. Sabereen News, un canale di notizie di Telegram associato alle Unità di mobilitazione popolare antiterrorismo irachene (PMU), ha confermato la notizia secondo cui i velivoli di Tel Aviv avrebbero preso di mira un sito radar, che si trovava tra la città di Izra' e il villaggio di Qarfa. Pare, inoltre, che il suono di tre esplosioni sia stato sentito vicino a Bismayah, a circa 10 chilometri a sud-est della capitale Baghdad.

Il blitz contro l’Iran

Il bersaglio principale dell’attacco di Israele è stato comunque l’Iran. Qui il raid è stato compiuto da grandi droni in grado di lanciare missili da distanza ravvicinata. Il governo israeliano ha avvisato gli Stati Uniti che il raid sarebbe stato compiuto in anticipo rispetto alle previsioni successive alla Pasqua ebraica, alla fine di aprile. Nonostante la netta contrarietà della Casa Bianca, il blitz é scattato dopo le minacce iraniane che paventavano il rischio di un possibile attacco atomico contro Israele.

Una fonte militare ha riferito all'emittente Usa Fox News che l'attacco israeliano condotto in Iran è "limitato". Ad Isfahan nel gennaio del 2023 gli israeliani avevano bombardato il sito nucleare, più attivo rispetto agli omologhi impianti di Natanz e Karaj. Attacco che aveva preso di mira anche una fabbrica di munizioni del centro di ricerca spaziale iraniano, specializzato nella produzione di missili balistici.

L'attacco all'Iran è una risposta "debole, deludente" da parte di Israele, ha intanto detto il ministro israeliano per la sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, commentando il presunto attacco israeliano in Iran su X. Il mondo, in ogni caso, trattiene il fiato in vista di eventuali risposte da parte di Teheran (e non solo).

La risposta di Israele

"Occhio per occhio, dente per dente. Israele si è vendicato dove è stato attaccato" ma non ammetterà ufficialmente la responsabilità dell'attacco in Iran per ragioni strategiche, ha scritto il Jerusalem Post, citando fonti israeliane di sicurezza e governative. Secondo queste stesse fonti, inoltre, gli iraniani sostengono che si sia verificata "un'esplosione in una fabbrica" perché vogliono evitare un'escalation.

Altre fonti hanno dichiarato sempre al Jerusalem Post che "non è chiaro perché il Pentagono abbia rivelato ai media Usa che Israele era coinvolto" in quanto accaduto

in Iran. Per i funzionari israeliani, scrive ancora la testata, gli Usa "avrebbero potuto rimanere in silenzio e preservare la dignità dell'Iran ed evitare di aggravare la situazione da soli".

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