Il 24 febbraio si è compiuto il quarto anno di guerra in Ucraina: conflitto che sta impegnando le forze russe in un arco temporale maggiore rispetto alla stessa grande guerra patriottica, ovvero come i russi chiamano la Seconda Guerra Mondiale. Con la linea del fronte che è rimasta sostanzialmente stabile nel corso degli ultimi tre anni, e con negoziati di tregua che non sembrano approdare a un territorio comune d'intesa, la guerra appare destinata a continuare, pertanto è opportuno fare un bilancio del conflitto coi dati che ci giungono dal campo di battaglia.
I veri guadagni territoriali russi dall’inizio della guerra
Dal 24 febbraio 2022, la Russia ha conquistato il 13% del territorio dell'Ucraina. (75600 km quadrati, pari circa all'estensione di Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia). Questo guadagno territoriale non è il massimo ottenuto dall'inizio del conflitto: tra i mesi di marzo e settembre 2022, la Russia aveva conquistato 109300 km quadrati di territorio ucraino. La controffensiva ucraina dell'estate del 2022, che ha portato alla riconquista dei territori occupati nella regione di Kharkiv, ha provocato anche la ritirata strategica russa nelle regioni di Kherson a ovest del fiume Dnepr, intorno a Kiev, e nella regione di Chernihiv.
La superficie totale di tutto il territorio ucraino attualmente controllato dalla Russia, inclusa la Crimea e parti del Donbass, che le forze di Mosca avevano conquistato prima dell'invasione del 24 febbraio è pari a circa il 20% dell'Ucraina. Secondo dati riferiti dall'Isw (Institute for the Study of War), dal 18 febbraio 2025 al 17 febbraio 2026, la Russia ha conquistato circa lo 0,9% del territorio totale dell'Ucraina.
On the fourth anniversary of Russia and Ukraine's war, Moscow occupies 20% of Kyiv’s territory, but the front line shifts slowly.
— Al Jazeera English (@AJEnglish) February 24, 2026
We map the ground lost and reclaimed and the drone revolution shaping the conflict https://t.co/3Lq9NobDuT pic.twitter.com/pzYAQHfE7t
Le perdite militari complessive
Venendo alle perdite militari di ambo le parti, i russi hanno perduto circa 1 milione 200 mila soldati (tra morti, feriti e dispersi), di cui circa 325mila morti tra febbraio 2022 e dicembre 2025. Le perdite ucraine si aggirano intorno ai 500/600 mila soldati di cui 100/140 mila morti tra febbraio 2022 e dicembre 2025. Per quanto riguarda i civili uccisi durante il conflitto, la Russia ne fa segnare circa 7200 mentre l'Ucraina 15900.
Venendo alle perdite di equipaggiamento militare, l'esercito russo ha perso 24mila veicoli di vario tipo di cui 13800 sono carri armati e veicoli blindati diversi, 361 aerei militari e 29 navi da guerra. L'esercito ucraino ha invece perduto 11300 veicoli di vario tipo di cui 5590 sono carri armati e veicoli blindati, 194 aerei e 42 navi da guerra di vario tipo (per la stragrande maggioranza naviglio sottile in quanto l'Ucraina non aveva e non ha una marina d'altura).
Sono 10 milioni e 600mila gli ucraini sfollati, che rappresentano il 24% della popolazione ucraina pre-invasione di 44 milioni di abitanti, ma di questi 3 milioni e 700mila sono all'estero. La Russia invece, sebbene circa un milione di persone abbia lasciato il Paese all'inizio del conflitto, ora ha all'estero solamente tra le 550mila e le 850mila persone avendo una popolazione complessiva (dati del 2021) di circa 147milioni 200 mila abitanti. La popolazione russa stimata nel 2025 era di 146milioni di abitanti.
Gli indicatori economici
La Russia ha visto una crescita economica cumulativa nel periodo 2022-2025 dell'8% e la stima di crescita del PIL per il 2025 è dello 0,9%. Il deficit di bilancio nel 2025 era pari 2,6% del PIL mentre il rublo, dall'invasione, ha guadagnato l'11% rispetto al dollaro. La Russia però ha visto un'inflazione galoppante ma in calo l'anno scorso rispetto al precedente, passando dal 9,5% al 5,6%.
L'Ucraina ovviamente ha visto una decrescita economica nel periodo 2022-2025 pari a -21,2%, ma si stima che il PIL sia aumentato del 2% per il 2025. Il deficit di bilancio per l'anno scorso è del 18,5% del PIL, mentre la valuta nazionale ha perso il 31% del suo valore rispetto al dollaro dall'invasione.
Per quanto riguarda le infrastrutture, un'indagine condotta da Radio Free Europe nel marzo 2025 ha stimato che gli attacchi ucraini al settore energetico russo avevano causato danni per almeno 60 miliardi di rubli (714 milioni di dollari). A ottobre 2025, gli attacchi dell'esercito ucraino effettuati con droni avrebbero costretto alla perdita di quasi il 40% della capacità russa di raffinazione del petrolio, con almeno il 70% delle chiusure direttamente collegate a questi attacchi, secondo i dati del mercato energetico russo. Tuttavia, secondo una stima di Reuters del novembre 2025, la lavorazione del petrolio in Russia è in realtà diminuita solo del 3% quest'anno, nonostante gli attacchi ucraini.
A settembre 2024, l'Ucraina aveva perso l'80% della sua capacità di generazione di energia termica a causa degli attacchi russi. A maggio 2025, si era passati a circa il 90%. Nello stesso arco temporale, circa il 50% di tutti gli impianti idroelettrici ucraini era stato danneggiato e il 40% distrutto. A maggio 2025, l'infrastruttura energetica ucraina funzionava solo a circa un terzo della sua capacità di generazione rispetto al periodo ante guerra. A ottobre 2025, la Russia avrebbe distrutto il 60% della produzione di gas dell'Ucraina in vista dell'inverno 2025-2026. Secondo una stima dell'ottobre 2025, il consumo complessivo di elettricità dell'Ucraina è diminuito di circa il 30% dall'inizio dell'invasione e la capacità di generazione di elettricità è scesa da 33,7 GW all'inizio dell'invasione a circa 14 GW a gennaio 2026. Gli attacchi russi alla rete ferroviaria ucraina hanno causato danni per 5,8 miliardi di dollari dall'inizio dell'invasione, secondo un rapporto del Wall Street Journal del dicembre 2025. Dall'inizio di ottobre 2025 a metà gennaio 2026, i servizi segreti ucraini hanno registrato 256 attacchi con centinaia di droni e missili contro impianti energetici: 11 contro centrali idroelettriche, 94 contro centrali termoelettriche e 151 contro sottostazioni. Il ministro dell'energia ucraino Denys Shmyhal ha dichiarato il 16 gennaio che i russi nella campagna invernale di distruzione delle infrastrutture energetiche ucraine hanno colpito almeno una volta tutte le centrali e che migliaia di megawatt di produzione sono stati messi fuori uso.
Vincitore? Nessuno
La Russia non ha conseguito la maggior parte dei suoi obiettivi strategici che si era prefissata per il conflitto: la Nato ha allargato ulteriormente la sua espansione con l'ingresso di Svezia ma soprattutto della Finlandia che ha un confine diretto con la Federazione russa; il governo di Kiev è ancora strettamente legato all'Occidente; l'Ucraina oggi è un Paese fortemente militarizzato e con un esercito che ha accumulato una preziosa esperienza bellica in un conflitto moderno. Per quanto riguarda gli obiettivi russi di “denazificazione” dell'Ucraina, questo assunto è talmente assurdo che non merita nemmeno di essere preso in considerazione.
L'Ucraina, essendo un Paese attaccato e con scarse capacità economiche e militari, non ha parimenti conseguito il suo obiettivo di riconquista dei territori occupati dai russi sia in questo conflitto sia negli eventi cominciati nel 2014 ascrivibili a un'aggressione russa di tipo ibrido. Kiev attualmente sta limitando l'avanzata russa con successo ed è stata capace di effettuare una controffensiva efficace (estate 2022) e di effettuare avanzamenti recenti in alcuni settori del fronte (Zaporizhzhia) grazie al sostegno economico e militare occidentale, diventato quasi esclusivamente europeo nell'ultimo anno.
Sostanzialmente quindi non è possibile parlare né di vittoria russa, né di perdita ucraina, del resto il conflitto è ancora in divenire e si giocherà sul consumo delle risorse umane, militari ed economiche di entrambi i Paesi, e da questo punto di vista la Russia ha le migliori carte in tavola sebbene il consumo degli assetti militari abbia costretto Mosca a rivedere le sue politiche di
produzione/esportazione di materiale bellico, cruciali per la sua economia. Attualmente, l'unico fattore che potrebbe portare a una chiara vittoria russa sul campo sarebbe la cessazione di ogni tipo di supporto a Kiev da parte dell'occidente.