I proPal, che poi sono diventati proMad e ora probabilmente diventano proIran, hanno già organizzato manifestazioni, cortei e presidi contro i raid Usa e israeliani in Iran. La morte di Ali Khamenei è stata festeggiata a Teheran e dagli iraniani ma non dall’estrema sinistra italiana, che quando si tratta di un regime sanguinario riesce a posizionarsi sempre dalla parte sbagliata. Adesso tutte le organizzazioni e i partiti che si definiscono comunisti hanno una nuova battaglia da portare avanti, che ha come comun denominatore l’odio verso l’Occidente. È qui che si incrociano l’islamismo radicale e l’estrema sinistra italiana ed europea ed è in questa convergenza che si è creata la saldatura che agita le piazze.
Una saldatura incomprensibile per chi, da quei regimi, è scappato. Come i venezuelani, così anche gli iraniani oggi non capiscono questa scelta di appoggiare un regime che ha causato morte e distruzione. Un'attivista iraniana esule a Firenze ha affrontato da sola un corteo di estremisti di sinistra che hanno manifestato, dicono, per la pace e contro Israele e Usa. "Ora vi voglio dire una cosa io: come avete potuto restare in silenzio quahndo il regime iraniano in due giorni ha chiuso Internet e ha ucciso 40.000 persone e 53.000 persone sono in arresto e sono sotto tortura. Dove eravate? Eravate accecati!", ha detto Leila Farahbakhsh, fermando la prima fila del corteo dove veniva anche distesa una grande bandiera della pace.
La donna, che conosce la realtà iraniana ben meglio di quanto la possano conoscere i prodi che scendono in piazza chiedendo la pace con argomentazioni figlie di propaganda e di proselitismo. "Non avete mai organizzato voi, e ora siete qua per dire cosa? Per dire che il popolo iraniano ha chiesto aiuto? Per quale motivo ha chiesto aiuto?", ha chiesto la donna ai partecipanti alla manifestazione, evidentemente in difficoltà davanti alle ragioni di chi quel regime lo ha vissuto in prima persona. "Tutti gli iraniani che partecipano a questo presidio non hanno famiglia in Iran, sono scappati dall'Iran, mentre le nostre famiglie sono in Iran sotto il fuoco del regime iraniano", ha anche detto rispetto a chi obiettava che nel corteo erano presenti anche iraniani. Il corteo era promosso da Arci e hanno aderito varie sigle, sempre le solite, ben note.
È la voce della verità quella che si è sollevata a Firenze, che ha squarciato la solita narrazione dei pacifisti “finti”, quindi pacifinti, che sono sempre pronti a mobilitarsi, in ogni occasione possibile, contro Occidente e Stati Uniti, oltre che Israele.