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Esercitazioni contro basi americane: la mossa dell'esercito cinese

La Cina si sta esercitando su riproduzioni a grandezza naturale di basi aeree Usa in Giappone.

Esercitazioni contro basi americane: la mossa dell'esercito cinese

Nel mondo delle forze aeree, l'Iff – acronimo di Identification Friend or Foe – è un sistema elettronico che automaticamente fornisce al pilota di un caccia o all'operatore della difesa aerea l'identificazione di un velivolo, distinguendo tra “amico” e “nemico”.

Questa piccola definizione ci fornisce la parafrasi perfetta per quanto stiamo osservando compiere dalla Repubblica Popolare Cinese (Rpc) nell'ambito delle sue procedure addestrative: Pechino, nelle sue esercitazioni, ha ben chiaro in mente chi sia il suo nemico, che è rappresentato dagli Stati Uniti e dai suoi alleati nella regione del Pacifico occidentale, Taiwan e Giappone in testa.

Recentemente, infatti, sono emerse immagini satellitari che mostrano come la Rpc stia effettuando esercitazioni di attacco con droni in un poligono di tiro nel deserto vicino a Yumen, nella provincia di Gansu, utilizzando bersagli che riproducono gli shelter corazzati per aerei presenti nelle basi statunitensi in Giappone, tra cui la base aerea di Misawa ad Aomori e quella di Kadena a Okinawa. La costruzione dei bersagli per esercitazioni è probabilmente iniziata nel febbraio dello scorso anno ed è stata completata ad aprile, e si ritiene che test o esercitazioni siano stati condotti sino al 21 aprile di quest'anno e che le strutture siano state rimosse entro il 30 aprile. Secondo le prime analisi, le esercitazioni a fuoco avrebbero coinvolto principalmente droni da attacco, ma non è da escludere che nel corso dei mesi siano stati usati anche cacciabombardieri.

Dalle portaerei Usa a Taipei

Quanto osservato ha perfettamente senso dal punto di vista delle operazioni di guerra cinesi: per Pechino, il modo più efficace per neutralizzare la potenza aerea americana in caso di crisi per Taiwan – o per il Mar Cinese Meridionale – sarebbe distruggere gli aerei statunitensi mentre sono ancora a terra, o rendere inutilizzabili le piste di atterraggio della basi avanzate Usa in Giappone, ma anche di quelle in Corea del Sud e nelle Filippine. Questo è probabilmente il motivo per cui si ritiene che le forze armate cinesi stiano ripetutamente conducendo esercitazioni di attacco con i droni.

Non si tratta di una novità. Già nel 2019 erano emerse immagini satellitari di un poligono nel deserto di Taklamakan, nella regione dello Xinjiang, che mostravano repliche a grandezza naturale di navi da guerra americane schierate nel Pacifico, come le portaerei. Negli anni successivi si è osservata un'evoluzione di queste pratiche, passando da riproduzioni statiche di navi da guerra statunitensi a bersagli dinamici, che si muovono lungo binari per dare maggiore realismo. Il PLA (People's Liberation Army) dispone infatti, nella suo ramo dedicato alle forze missilistiche, di vettori balistici pensati per colpire grandi bersagli navali come le portaerei che necessitano di addestramento ad hoc, pertanto nel corso degli anni si sono osservati diverse riproduzioni a grandezza naturale di unità navali maggiori statunitensi con un grado di realismo sempre maggiore.

L'esercito cinese però non si è limitato a simulare shelter, bunker e navi da guerra “nemiche”, ma ha anche costruito una fedele riproduzione del quartiere governativo di Taipei, capitale di Taiwan, per permettere al suo personale di esercitarsi e familiarizzare con gli edifici che lo compongono in caso di invasione dell'isola, o di operazione “nella zona grigia” come avvenuto in Crimea nel 2014. A marzo 2024 sempre i satelliti avevano rivelato la replica meticolosamente dettagliata del palazzo presidenziale di Taiwan, situata all'interno di un complesso di addestramento militare nella regione della Mongolia Interna. Le immagini satellitari, pubblicate il 26 marzo, mostravano una replica della Zona Speciale di Bo'ai, un'area riservata nel distretto di Zhongzheng a Taipei, che ospita importanti edifici governativi, tra cui il palazzo del presidente.

L'anno successivo, il PLA ha ampliato ulteriormente il sito – ingrandito in totale del 300%, dal 2020 – aggiungendo una replica del Ministero della Difesa taiwanese, che si è aggiunta al palazzo presidenziale, al ministero degli Affari Esteri e al distretto giuridico della capitale. La precisione della riproduzione del cuore governativo di Taiwan indica l'intenzione di utilizzare il sito per addestrare le forze del PLA a condurre attacchi di decapitazione che prevedano non solo l'utilizzo dello strumento aereo e missilistico, ma anche di truppe a terra.

Sono davvero utili a simulare un intervento armato?

La Rpc ha quindi ben chiaro chi sia il suo nemico, con la precisione di un Iff, ma ci chiediamo quanto possa essere realistico l'addestramento utilizzando queste riproduzioni “statiche”.

Le esercitazioni militari, le simulazioni delle operazioni di combattimento, nelle forze armate occidentali utilizzano uno schema ben rodato di blue force (le forze amiche) contro red force (le forze nemiche) che si possono affrontare su piani diversi - dal totalmente teorico sino all'ambiente reale – mettendo in pratica uno scenario plausibile che comprende soprattutto le capacità di risposta dell'avversario. Si inscena, ad esempio, la difesa di un Paese attaccato da un altro, l'ingresso in teatro di forze alleate in ambiente ostile, oppure la protezione di una forza da sbarco anfibio. Ciascuna forza – red o blue - ha il proprio compito nell'economia della manovra militare e deve attenersi a dei parametri prestabiliti: una forza “nemica” dovrà comportarsi come il nemico che si vuole rappresentare col massimo realismo possibile.

Soprattutto le esercitazioni occidentali rispecchiano un modello di flessibilità e adattabilità a più “avversari” nonostante alcuni scenari siano molto simili a recenti “crisi internazionali”.

Ci si chiede pertanto in che modo la ricostruzione fedele del quartiere governativo di Taipei, oppure di una portaerei americana, sia realmente efficace nel quadro della simulazione di uno scenario bellico, considerando che, per il momento, non si sono osservati scenari “blue contro rosso” ambientati in queste riproduzioni. Sono state simulate le difese aeree? Si è simulata la reazione statunitense a un attacco a Taipei? Se sì, in che modo? Le esercitazioni sulle riproduzioni di Kadena e Misawa hanno compreso anche il superamento delle difese nippo-americane oppure si è trattato solo di dare familiarità agli operatori offrendo “sagome” a grandezza naturale dei bersagli?

Molto probabilmente Pechino nel corso degli anni ha accumulato abbastanza osservazioni e dati di

intelligence per ricostruire procedure e sistemi delle difese occidentali, ma non sappiamo se queste esercitazioni hanno previsto scenari simulati complessi come le manovre militari che si tengono nelle forze armate occidentali.

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