Attenzione alle ultime, curiose, mosse della Cina. Già da qualche mese Pechino ha iniziato a condividere pubblicamente immagini satellitari dettagliate di basi, velivoli, concentrazioni di truppe e altre installazioni militari statunitensi in Medio Oriente, affinché l'Iran (e non solo Teheran) possa sfruttarle al meglio e utilizzarle in vista di un'eventuale offensiva di Washington. Detto altrimenti, i cinesi stanno cercando di danneggiare indirettamente gli Stati Uniti applicando lo stesso modus operandi adottato dagli Usa nella guerra in Ucraina per compromettere le mosse di Mosca. Le foto diffuse dagli occhi spaziali del Dragone non sono solo estremamente nitide, ma presentano anche etichette sovrapposte che identificano i mezzi militari, come gli F-35 o gli E-18 Growler.
Le immagini satellitari della Cina
L'aspetto forse più interessante di tutti è che alla maggior parte delle immagini condivise dai cinesi sono allegate le coordinate GPS precise che possono essere utilizzate dall'Iran per indirizzare eventuali attacchi missilistici.
Non solo: le ultime tensioni nella regione sono coincise con il dispiegamento di rinforzi statunitensi in Giordania e dintorni. Gli stessi satelliti cinesi hanno infatti rilevato l'arrivo in loco di una consistente flotta aerea Usa, comprendente velivoli F-35A, F-15E Strike Eagle e A-10C, oltre al posizionamento di sistemi di difesa missilistica THAAD.
Satellite imagery from Chinese satellite provider MizarVision posted yesterday over Diego Garcia in the Indian Ocean shows a sustained presence of 2 US Navy P-8A Poseidons and 3 US Air Force KC-135 Stratotankers. Also visible is 1 C-17. pic.twitter.com/bXEYugY6u2
— TheIntelFrog (@TheIntelFrog) February 14, 2026
Le foto di Pechino hanno, per esempio, rivelato la presenza di 18 caccia F-35 e 6 EA-18G Growler nella base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania.
La Cina sta sostanzialmente monitorando i movimenti militari difensivi, di sicurezza e di intelligence delle forze statunitensi in gran parte del Medio Oriente. Una simile attività di sorveglianza, almeno a giudicare dal materiale diffuso, avrebbe riguardato sia la citata base giordana di Muwaffaq Salti sia quella di Al Udeid, in Qatar, che ospita un contingente Usa.
La strategia di Pechino
Non è da escludere che la tecnologia cinese possa aver consentito all'Iran di monitorare in tempo reale i movimenti delle forze americane, riducendo così l'“effetto sorpresa” su cui Washington farebbe affidamento per eventuali attacchi militari rapidi.
#Iran – Les satellites chinois surveillent en temps réel les forces US dans le Golfe et publient toutes les images (avions, navires, défenses identifiées).
— Dr Qube (@ai_qube_fr) February 19, 2026
Dernière trouvaille : un C-32B (transport forces spéciales / renseignement, ravitaillement en vol) repéré à Diego Garcia.… pic.twitter.com/daJhzxbVPS
Nei giorni scorsi, intanto, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, aveva sintetizzato così la posizione ufficiale del suo governo: Pechino “auspica che tutte le parti risolvano le divergenze attraverso il dialogo e collaborino per preservare la pace e la stabilità nella regione”.
La presa di posizione della Cina è arrivata mentre Washington e Teheran si preparavano ad avviare nuovi negoziati sul programma nucleare in Oman.
Interpellato sull’eventualità che Teheran abbia consultato Cina e Russia prima del confronto con gli Stati Uniti, Lin ha affermato che Pechino “ha mantenuto comunicazioni anche con
altre parti” in merito al dossier nucleare iraniano. Ha inoltre confermato che il viceministro degli Esteri cinese Miao Deyu ha incontrato a Pechino il suo omologo iraniano Kazem Gharibabadi.
“ Chinese satellite photos reveal the Muwaffaq Salti Airbase in Jordan with 18 F-35 jets and 6 EA-18G Growlers. “ pic.twitter.com/Jzyqc6s806
— Nagi N. Najjar (@NagiNajjar) February 19, 2026