Nella giornata conclusiva della Conferenza di Monaco sulla sicurezza è toccato alle istituzioni comunitarie indicare il perimetro politico ed economico-finanziario del Vecchio Continente. Commissione europea e Bce sul palco, dopo giorni in cui i leader hanno tracciato prospettive e linee rosse sull'alleanza con gli Stati Uniti che, in 48 ore, ha visto le modalità di partnership Europa-Usa tornare in discussione sul più ampio concetto di «civiltà occidentale». Secondo il segretario di Stato americano Rubio, serve un rinnovamento che passa dal sostegno europeo alla visione trumpiana e a quelle battaglie «Maga» che per il cancelliere tedesco Merz non sono invece le nostre. «L'Europa woke e decadente' non sta vivendo la cancellazione della sua civiltà, anzi l'ulteriore replica di Kaja Kallas a Rubio le persone vogliono ancora unirsi al nostro club».
Secondo l'ex premier estone, oggi Alto rappresentante per la Politica estera Ue, l'Europa a volte è lenta e ha bisogno di essere riformata, ma sappiamo chi siamo e ciò per cui ci battiamo, nessun declino». Resta insomma lo smarcamento dalle pressioni di Washington, pur nella collaborazione. Kallas elogia infatti il messaggio di Rubio su «America ed Europa intrecciate in passato e in futuro», anche se «non la vediamo allo stesso modo su certe questioni e ciò rimarrà». Stoccata a Conferenza conclusa, con il segretario di Stato Usa già proiettato sul suo tour europeo nei Paesi guidati dagli alleati del presidente Trump. In Slovacchia ieri; nell'Ungheria di Orbán oggi.
Proprio nella conferenza stampa tenuta a Bratislava con il premier slovacco Fico, Rubio ha smussato ancora gli angoli, spiegando che gli Stati Uniti «non stanno chiedendo all'Europa di essere un vassallo, ma d'essere partner. Il nostro punto è: più forti sono i membri Nato, più forte è la Nato». Quanto al presunto disimpegno militare, «non stiamo lasciando l'Alleanza atlantica, potremmo spostare un paio di migliaia di truppe da un Paese all'altro, ma è sempre stato così». Distinguo sull'Ucraina sono arrivati da Fico: sostenere finanziariamente Kiev non farà che prolungare la guerra e aumentare le vittime. Per il premier slovacco, «l'Ucraina può entrare nell'Ue a patto che soddisfi i criteri, ma non possiamo mentire a Serbia, Montenegro o Albania, che sono cento volte più preparati all'adesione».
Da Monaco, Kallas puntava intanto il dito sulla Russia: «Non è una superpotenza, anzi dopo oltre un decennio di conflitto, inclusi 4 anni di guerra in Ucraina, è appena andata oltre le linee del 2014 e il costo è stato di 1,2 milioni di vittime, la sua economia è a pezzi e i cittadini stanno fuggendo». Sull'assenza Ue nei negoziati di pace, l'estone la vede così: «Più dell'avere un posto al tavolo, conta sapere cosa chiedere». Secondo il presidente Zelensky, rientrato a Kiev, escludere l'Europa è «un grave errore», ma per ora «la cosa più importante è che ci saranno nuovi pacchetti di supporto per l'Ucraina, priorità sono i missili per la difesa aerea per tutto l'inverno ha annunciato su Telegram ne abbiamo parlato a Monaco con i leader che possono aiutarci. Anche con Rubio. La prossima settimana prevediamo di incontrarci e lavorare su nuovi pacchetti energetici».
Infine il confronto con il leader russo: «Sono qui, sono un uomo libero. E sono più giovane di Putin. Credetemi, è importante. Lui non ha molto tempo. Grazie a Dio, non molto tempo», ha detto Zelensky, mettendo a confronto i suoi 48 anni con i 73 del capo del Cremlino.